Max Brighel fa il punto sul personaggio in occasione dell'anniversario
Nato nel 1962, l'Uomo Ragno arriva in Italia nell'aprile 1970 (il 30 aprile è il giorno di uscita indicato nel colophon) grazie all'Editoriale Corno di Andrea Corno e Luciano Secchi. L'Arrampicamuri prima, gli altri supereroi a seguire. Sono i fondamentali anni 70, divisi a metà tra una generazione di 20enni che mette l'Italia a ferro e fuoco (anche 3 attentati al giorno) e dei ragazzi ancora più giovani che espandono i limiti della propria fantasia grazie ai supereroi americani prima e ai robottoni giapponesi ponendo poi le basi per il decennio successivo.
L'Uomo Ragno, capostipite Marvel in Italia, colpisce l'immaginario dei ragazzi dell'epoca soprattutto grazie alla formula che l'ha reso celebre in tutto il mondo: “Supereroe con superproblemi”. Come ha scritto M.M. Lupoi (direttore editoriale Panini Comics) nell'ultimo numero, è la speranza che anche il più nerd possa un giorno diventare famoso, sposare la ragazza più bella, vincere le incredibili avversità che investono un ragazzino di 14 anni. Ne abbiamo parlato con Max Brighel, editor del fumetto in Italia.
Carissimo Max, ti ricordi il tuo primo approccio con i supereroi in generale e l'UR in particolare?
'Certo. In vacanza a Principina a Mare, in provincia di Grosseto, tra amici cominciarono a girare sia gli albi Corno che quelli Williams di Batman. Presumo fosse il 1972. Il primo albo Corno che ricordo di aver letto è L'incredibile Devil 84: Il Gladiatore attacca. Il primo Spidey è invece L'Uomo Ragno 46: Kingpin, ma lo presi credo l'anno successivo, perché fino a quel momento, non ero mai riuscito a trovarne uno senza Hulk all'interno, che mi spaventava moltissimo. Mia madre dovette proibirmeli a un certo punto, perché continuavano a darmi incubi...'
Da alcuni è considerato un semplice prodotto di intrattenimento, ma L’Uomo Ragno in realtà ha più volte fatto riflettere i lettori su tematiche più adulte. Ricordiamo alcune storie legate alla tossicodipendenza (ad esempio dell'amico fraterno Harry Obsorn), oppure quella che viene definita la perdita d'innocenza dei comics, la morte di Gwen Stacy ad opera di Goblin. Gli anni '80 poi si aprono con uno scenario difficile, per i supereroi.
L'Editoriale Corno passa al formato settimanale per L'Uomo Ragno, poi di nuovo al quindicinale. Nuove forme di intrattenimento per ragazzi, ad esempio i videogiochi, conquistano sempre più fette di mercato. Editoriale Corno chiude e l'UR, a parte una parentesi piccolissima, non esce in edicola per tre anni, finché nel 1987 si riparte con 'Il Signore dei 1000 anelli'. Una storia minore, con un villain ridicolo, ma un nuovo punto di partenza, finché 141 numeri dopo si costituisce Marvel Italia, quindi Panini Comics fino a quello che abbiamo oggi.
E oggi abbiamo di nuovo, finalmente, delle storie “frizzanti”, con un cast di comprimari d'eccellenza. Peter è single, MJ Watson sta rientrando nella sua vita, ma si può dire che siamo tornati, per la prima volta, all'epoca d'oro del Ragno?
'Lo spero vivamente! D'altronde, non credo abbia mai avuto contemporaneamente tanti autori di rilievo come adesso, dagli scrittori ai disegnatori, concentrati sul personaggio per più di un'unica storia'.
In definitiva quindi la scelta di 'One More Day' ('Soltanto un altro giorno') è stata azzeccata. Il personaggio era arrivato ad un punto che necessitava di una scelta radicale; scelta che è piaciuta, a giudicare dalle reazioni dei lettori.
'Sembra proprio di sì! Io sono stato felice sin dall'inizio per la svolta, ma parecchi lettori hanno avuto bisogno di qualche numero di rodaggio, per capire che non erano stati traditi, anzi... finalmente leggevano il vero Uomo Ragno.'
Parliamo del ciclo di Straczynski. Anche se cancellato parzialmente, ci ha regalato delle perle memorabili. Ad esempio La conversazione che segue la rivelazione che Peter fa a zia May sulla sua identità come Uomo Ragno. “Stracchino” è stato un autore che ha sperimentato molto, sul Ragno.
'Nulla è stato cancellato, a parte il matrimonio tra Peter e Mary Jane. Semplicemente, per opera del demone Mefisto, i personaggi hanno dimenticato alcuni avvenimenti. Sì, Straczynski ha sperimentato molto, e con successo. Chissà, magari, un giorno tornerà anche a scriverne nuove storie: dopotutto ha lasciato in essere la storia finale di Spider-Man. A proposito di scrittori che ritornano, Tom DeFalco & Howard Mackie, due tra i maggiori autori del ragno negli anni 90, sono appena tornati per raccontare la versione non censurata della Saga del clone. La leggerete sul quindicinale Spider-Man a partire dal n. 539 di agosto'.
Zio Ben viene ricordato praticamente sempre. Peter lo ha anche incontrato in un numero celebrativo la sua parte astrale. Credo che il top però lo si sia raggiunto nella splendida Magari l’anno prossimo (Uomo Ragno # 339 dell’11 aprile 2002) dove vengono ricordate le partite dei Mets viste assieme allo stadio prima che lui morisse. Un momento di poesia pura, molto commovente. Destrutturando la parte supereroica delle storie resta comunque tanto materiale, ed è ciò che rende questo fumetto così popolare dopo 50 anni: una realtà completa, in cui ognuno si può ritrovare anche se non si hanno senso di ragno o ragnatele organiche.
'Molto d'accordo con te. Il genere dei supereroi è il più duttile di tutti, insieme a quello delle love story. Ragnatele organiche? No no, l'Uomo Ragno dell'Universo Marvel ha due lanciaragnatele che sparano una ragnatela di sua invenzione. Tra parentesi, spero che anche l'autore di quella storia, Paul Jenkins, torni presto a riscrivere il Tessiragnatele'.
Spider-Man è un marchio totale. Al cinema ha fatto la storia con la sua uscita del 2002. Adesso che si parla di reboot, di ritorno alle origini con il Peter Parker liceale, non pensi che invece come film andrebbe forte una versione “dura”, tipo L’ultima caccia di Kraven e sul modello di Dark Knight? Le origini sono state raccontate già magnificamente da San Raimi…
'Spider-Man è un eroe solare e frizzante, di cui possono essere talvolta raccontate anche storie gotiche e deprimenti, ma solamente talvolta, e con grande abilità, altrimenti proprio non funziona. Dopo l'oscuro Spider-Man 3 (nei 100 peggiori film della storia del cinema secondo la rivista Empire), spero vivamente in qualcosa di ambientazione liceale, e molto brillante come l'ultima serie a cartoni animati Spectacular Spider-Man. Il regista Marc Webb (500 giorni d'amore) sembra orientato verso qualcosa del genere. Il film migliore di Raimi comunque è Spider-Man 2: nel primo, ha fatto un vero macello con l'origine, quasi peggiore di quello compiuto dal Punisher con Thomas Jane. E infatti il sequel lo ha cancellato, nonostante avesse alcuni momenti demenzialmente brillanti, nella seconda parte'.
La versione Ultimate del personaggio, ambientata negli anni liceali, è rivolta ad un target più giovanile. Dopo Ultimatum è uscito un nuovo numero 1, con copertina variant, dove Spider-Man è stato ulteriormente “manghizzato” e il target d’età, pare, ulteriormente abbassato. Rimarrà in linea con Ultimate Comics: Avengers, dove Millar promette di riprendere le tematiche delle sue due splendide “stagioni”?
'Diciamo che Ultimate Spider-Man resterà una lettura “per tutti”, ma visti i dialoghi di Bendis, soltanto un adulto è in grado di gustarlo appieno. A mio parere, comunque, i disegni di De La Fuente sono molto “indie”, non c'entrano nulla con i manga... Il punto di Ultimate Spider-Man è che l'eroe deve rimanere al liceo e invecchiare lentissimamente. Su Amazing Spider-Man è invecchiato davvero troppo in fretta: dopo neppure 40 numeri era già all'università!'
Chiudiamo con le domande che tutti vorrebbero farti? Ma Peter e MJ torneranno assieme? Che patto ha fatto la rossa con Mefisto? Quando ci sarà un’evoluzione di questa storia?
'Ma sì, Peter e MJ prima o poi torneranno sicuramente assieme, e magari si sposeranno anche in una storia disegnata degnamente. La Rossa ha chiesto a Mefisto di ricordare l'identità segreta di Spider-Man, come si evince dal numero ora in edicola! Ci vediamo lì!'
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