PostCardCult
  • CardName
  • CardName
  • CardName
  • CardName
  • CardName
  • CardName
  • CardName
  • CardName
  • CardName
Version 1.4 rc1
29/04/2010 - nello - Interviste

25 anni di Ciak: Detassis '300 numeri all'insegna della qualità'

'E' un prodotto adatto a tanti tipi di lettori'

25 anni di Ciak: Detassis '300 numeri all'insegna della qualità'
‘Dopo anni passati a rincorrere per Ciak personaggi, film e registi, ora che l’Editore mi ha offerto la direzione del giornale in cui sono cresciuta, mi sento proprio così, come il Leonardo (Pieraccioni) nazionale: travolta dal ciclone’. Piera Detassis, ricorda queste parole e a cosa erano sottese?’
Al mio primo editoriale da Direttore. In realtà ero stata ‘promossa’ nel gennaio 1997, ma il primo numero da me firmato fu quello di marzo. Fu un inizio fortunato: la copertina di Leonardo di Caprio mi portò bene, furono vendute molte copie in più, cosa che placò un po’ l’ansia che un nuovo Direttore inevitabilmente si porta appresso. In realtà poi io non avevo studiato da Direttore, ma avevo fatto tutta la carriera da redattore, caposervizio, inviata’.

Ha iniziato la collaborazione con Ciak nel luglio del 1988, o meglio è stata la prima volta che è comparsa nel colophon. Da allora è stata inviata del giornale fino alla sua promozione a Direttore datata marzo 1997. Ci racconta il suo arrivo a Ciak e gli anni passati come inviata?
In realtà collaboravo con Ciak da prima, dallo stesso 1985, anche se ufficialmente il rapporto è iniziato dopo. All’epoca lavoravo a Parigi dove insegnavo storia e critica del cinema, avevo altre collaborazioni come quella con l’Arena di Verona, l’Unità, l’Ufficio Cinema del Comune di Modena. Poi nel 1988 ho avuto un colloquio con Gigi Vesigna e sono entrata. Diventare inviata è stato un passaggio naturale, date le mie caratteristiche. Da Vesigna ho imparato molto, lui è stato ed è ancora un ‘grandissimo’ del giornalismo popolare, aveva quella capacità di destrutturare la notizia che oggi si sta perdendo. Sapeva porgerla a più livelli per permettere a tutti, dal più colto al meno colto, di ricevere qualcosa. Diciamo che i suoi insegnamenti assieme alla mia vocazione internazionale si sono fusi fino a costituire il bagaglio professionale che oggi mi caratterizza’.

Parliamo del giornale. Ciak ha avuto solo 4 direttori: appunto Gigi Vesigna (113 numeri), Luciano Di Pietro per 10, Carlo Dansi per 19 e poi lei per 158 (ad aprile). Credo che la sua epoca sia molto più difficile, da gestire. Nel 1985 Ciak era una voce nel deserto, internet non c’era e di concorrenti nemmeno l’ombra. Ciak è stata pioniere, nel suo settore. Ora invece tra blog, portali di grandi editori e almeno un paio di riviste cartacee dovete confrontarvi con tanti competitor. Qual è il vostro punto di forza per rimanere sempre sulla cresta dell’onda?
In realtà non riesco a vedere i grandi quotidiani o i siti internet come nostri competitor. Chi legge Ciak vuole l’approfondimento, le grandi esclusive…Il nostro problema è quello della velocità, certo, ma la nostra forza rimane l’esclusiva: un’esclusiva finta la si riconosce subito, viene smascherata. Su Ciak conta la qualità, il contenuto, con Ciak ogni lettore che ti legge è uno spettatore che viene in sala. Una garanzia. Internet ha il dono della velocità, dell’immediatezza: non potremo andare avanti a lungo con la carta, in futuro probabilmente verremo trasferiti su un supporto non cartaceo ma quello che continuerà a fare la differenza sarà la forza del marchio. Se leggi Ciak ottieni un’informazione controllata, originale, il meglio di quello che ti si può offrire a livello di ‘rubrichisti’. E’ un marchio che trascina con sé una serie di assicurazioni e sicurezze. Non dobbiamo tradire le aspettative o perdere la qualità. Se potessi offrire questo stesso prodotto su internet sarei vincente’.

Parliamo delle caratteristiche imprescindibili di Ciak. Le schede dei film allegate alla rivista, ad esempio:
Il termine tecnico è quello di schede cartonate. Sono allegate fin dal primo numero, non so se Vesigna abbia preso spunto da ‘Premiere’ o se le abbia introdotte lui stesso. Chiunque l’abbia fatto si è rivelato un genio, sono molto apprezzate e contribuiscono molto al venduto. Piacciono, come piacciono altri ‘parti’ di Ciak, ad esempio i DVD allegati che vendono moltissimo o il concorso ‘oggetti di cinema’ che ha una ricaduta fortissima sui lettori’.

E non abbiamo ancora parlato della rubrica di Stefano Disegni (i primi anni assieme a Massimo Caviglia, poi da solo), che ogni mese ‘stronca’ il film del momento:
E’ la rubrica più seguita, scrivono in tantissimi e molti confessano di iniziare a leggere il giornale dalla sua satira, in fondo. Averla reintrodotta è stata una fortuna, era stata sospesa ma io mi sono battuta con forza per un ritorno di Disegni su Ciak’.

Avete mai ricevuto lamentele in proposito, visto che non è proprio tenero con i film che recensisce?
Devo dire di no. Vede, è vero che li stronca, ma è anche vero che entrare nella rubrica di Disegni non è da tutti. E’ una specie di club esclusivo, è la nostra possibilità di dire che 'La corazzata Potëmkin è una cagata pazzesca', un po’ come essere attapirati da ‘Striscia la Notizia’’.

Guardando i primi anni di Ciak e confrontandoli con gli ultimi una differenza importante balza all’occhio. Gli anni ’80 erano colmi di scene spinte, inchieste sul porno e sul mercato delle videocassette e di nudi d’autore come quelli di Kim Basinger e Florence Guerin. Adesso tutto questo non esiste più. E’ più un segno dei tempi, visto che questi sono molto più moralisti di quelli o della sua impronta come Direttore sempre tesa alla valorizzazione della donna nel cinema e non solo?
Sono tantissime le variabili da tenere in considerazione, in proposito. Innanzitutto quella era un’altra epoca, per cui se avevi il nudo o una foto forte da pubblicare avevi in mano una novità. Internet non c’era mentre adesso sarebbe abbastanza inutile pubblicare, ad esempio, il nudo di Stallone di Demolition Man (settembre 1993). Uscirebbe già visto e rivisto. Vesigna era molto bravo a scovare queste cose, certo era anche un uomo, ma all’epoca c’era meno concorrenza e anche più soldi per acquistare queste foto. In più pensiamo al fatto che i tempi sono cambiati, per cui un giornale di cinema non deve avere come priorità il nudo ma l’offerta di contenuti adeguati alla materia che è in discussione, cioè il cinema’.

Però non possiamo non citare il nudo integrale di Brooke Shields a 10 anni mostrato nel settembre 1985?
Quello è un caso a parte, oggi mi metterebbero in galera. Quelle foto non andavano pubblicate o quanto meno coperte da censura. Oggi, con tutto il dibattito sulla pedofilia, il codice etico della Mondadori etc…sarebbero guai’.

Torniamo al suo primo editoriale. ‘Non è affatto facile, ma certo affascinante, inventare ogni mese un giornale che racconti il cinema all’addetto ai lavori, al cinefilo duro e puro, al semplice appassionato, all’ironico cultore del trash, al tarantinato’. Dopo 13 anni ritiene che sia ancora attuale?
Assolutamente, specialmente di questi tempi. Cerchiamo di offrire un prodotto che vada bene per tanti tipi di lettori, che tengano conto delle difficoltà che ci circondano in questo momento storico. Abbiamo reso Ciak più multimediale con l’introduzione del QR code, probabilmente ci muoveremo a livello di internet ma la sfida, in questo momento, è tesa al contenimento dei costi, alla consolidazione della pubblicità mantenendo ben saldi i legami con i grandi eventi e garantendo la qualità che ha sempre caratterizzato Ciak, in 25 anni, oltre la soglia dei 300 numeri’.

DIRETTORE/IERI: GIGI VESIGNA

GUARDA TUTTE LE COPERTINE DI CIAK
Per commentare gli articoli devi loggarti in alto a destra. Se ancora non sei un utente di PostCardCult.com vai alla pagina di registrazione

Trattative in Corso

Eventi in Programma

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità.
Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001