Pasquale Frisenda

Settima arte (20): 'Koyaanisqatsi - Vita senza equilibrio' di Godfrey Reggio (1982)

Video, immagini e brevi informazioni su film e documentari che hanno segnato la storia del cinema (o solo il mio immaginario)

01/08/2011
Settima arte (20): 'Koyaanisqatsi - Vita senza equilibrio' di Godfrey Reggio (1982)

"Koyaanisqatsi - Vita senza equilibrio" di Godfrey Reggio ("Koyaanisqatsi - Life out of balance" - USA - 1982)

"Fin dalla sua presentazione, Koyaanisqatsi ha assunto la dignità di un classico cinematografico moderno. Godfrey e io abbiamo lavorato per un periodo di tre anni all'assemblaggio delle immagini e della musica di Koyaanisqatsi. Si tratta di una collaborazione di film e musica che non ha precedenti nella propria intensità".
(Philip Glass)

"Koyaanisqatsi non si sofferma su un tema in particolare, così come esso non racchiude un significato o valore specifico. Koyaanisqatsi rappresenta, in effetti, un oggetto animato, un oggetto nel tempo che avanza, il cui significato dipende dallo spettatore. L’arte non possiede un significato intrinseco: in questo sta la sua potenza, il suo mistero e, di conseguenza, il suo fascino. Così, a prescindere dalla mia personale intenzione all’atto della creazione di questo film, sono consapevole del fatto che qualsiasi significato o valore assunto da Koyaanisqatsi si deve unicamente allo spettatore. Il ruolo del film è quello di provocare, di sollevare interrogativi che solo il pubblico è in grado di risolvere. Questo è il maggiore valore di qualsiasi opera artistica: non un significato predeterminato, bensì un significato dedotto dall’esperienza dell’incontro. L’incontro è al centro del mio interesse, non il significato. Se il fine è il significato, allora la propaganda e la pubblicità rappresentano la sua giusta forma. Così, nel senso dell’arte, il significato di Koyaanisqatsi coincide con qualsiasi cosa si voglia leggere in esso: in questo sta la sua grandezza".
(Godfrey Reggio)

"Koyaanisqatsi" - parola che nella lingua degli indiani Hopi, una antichissima tribù dell'Arizona, significa "Vita in tumulto" oppure "Vita senza equilibrio"; "Vita in disintegrazione", "Condizione che richiede un altro stile di vita" -, è lo splendido film documentario diretto da Godfrey Reggio nel 1982.
Un film che è una vera esperienza visiva.
Le riprese, realizzate da Reggio in collaborazione con Ron Fricke (autore poi di opere come "Baraka" e "Samsara") iniziano nel 1976, ma il progetto richiederà ben 6 anni di lavoro prima di essere portato a termine (fra riprese e montaggio).

La pellicola, ancorandosi alla profezia degli Hopi (il film si apre e si chiude con dei graffiti realizzati da quelle popolazioni), guida lo spettatore attraverso un sorta di "viaggio temporale", che inizia in un mondo ancora incontaminato (che suggerisce un'idea quasi primordiale del pianeta, dove la presenza umana è inesistente), per arrivare poi nel mondo dell'uomo (mostrando come questo lo ha plasmato e piegato ai suoi bisogni, senza mai curarsi delle conseguenze, effettive o solo possibili), che è sempre più frenetico, alienante, ingestibile, demenziale e, appunto, senza (più) equilibrio.
Il film, dove non c'è una vera e propria trama e nemmeno dialoghi, è composto di un susseguirsi continuo ed onirico di immagini: si va dai suggestivi scenari della Monument Valley, simbolo di una natura ancora integra, al rumoroso e caotico mondo delle città americane come Las Vegas, Chicago e New York, incarnazioni di uno stile di vita vorace e distruttivo che spazza via e macina ogni cosa, anche le identità di chi ci vive, in un vero e proprio vortice che altro non è che il mondo dall'uomo costruito nei secoli.

"Koyaanisqatsi" fa parte di una trilogia, sviluppata negli anni successivi da Reggio, denominata "Trilogia qatsi" e che comprende " Powaqqatsi" (del 1988) e "Naqoyqatsi" (del 2003).
La trilogia ha assunto nel tempo un valore quasi unico nel panorama della cinematografia mondiale, e questo grazie al valore che le sue immagini contengono, sia come messaggio che come efficacia, oltre che per la complessa e particolare lavorazione richiesta per portarla a termine.

La colonna sonora, fondamentale per la riuscita del progetto, è stata affidata al talento e alla sensibilità di Philip Glass, che arriva a realizzare musiche di autentica bellezza e di una tale solennità che riescono a suscitare un'emotiva e assoluta adesione al film da parte dello spettatore.

Dopo la sua première in America presso la Radio City Music Hall nel 1983, "Koyaanisqatsi" ha raccolto molti riconoscimenti, tra cui l'Audience Award (premio assegnato dal pubblico) per il Miglior Film presente a Filmex, mentre la colonna sonora di Philip Glass è stata eletta Migliore Colonna Sonora Originale dalla Los Angeles Film Critics Association.
"Koyaanisqatsi" è stato presentato in molti festival cinematografici in tutto il mondo, riportando il titolo di Miglior Film presso il Sao Paulo Film Festival, Il Premio della critica presso il Lisbon Film Festival ed il Premio della città di Madrid presso il Madrid Film Festival.

Nel 2000 la pellicola è stato scelta per essere conservata nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti d'America.

Qui trovate il sito del film: www.koyaanisqatsi.org, mente questi sono i trailer dell'intera trilogia, una clip del film che contiene "Pruitt Igoe" e il video di "Prophecies", ovvero due dei tanti e suggestivi brani realizzati dal celebre compositore per la colonna sonora di "Koyaanisqatsi".
"Koyaanisqatsi" - trailer:

"Powaqqatsi" - trailer:

"Naqoyqatsi" - trailer:


Buona visione e ascolto!

P.S. Godfrey Reggio e Philip Glass sono gli autori anche di un'altra straordinaria opera, "Anima mundi", simile nelle intenzioni a "Koyaanisqatsi" ma realizzata per il WWF, e qui trovate la prima parte:


P.S. I precedenti post, su cinema, fumetto, illustrazione ed altro, li potete trovare QUI.