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Platini vuole riformare la Champions. Ma non Ŕ rischioso?

Il presidente dell'Uefa, per la Bild, abolirebbe l'Europa League dal 2016

07/04/2012
Platini vuole riformare la Champions. Ma non Ŕ rischioso?

Accontentarne molti per scontentarne troppi? Sembra questo il senso della (presunta) nuova riforma che Michel Platini vorrebbe approntare alle due coppe europee per club.

Usiamo il condizionale perchè il dibattito nasce non da un'intervista diretta al patron dell'Uefa, ma da alcune ipotesi riportate da Alfred Draxler, opinionista tedesco della Bild.

Secondo quanto viene riportato in Germania, Roi Michel, dal 2016, sarebbe intenzionato ad allargare da 32 a 64 squadre la fase a gironi, con conseguente abolizione dell'Europa League. Le motivazioni del francese sarebbero due: da una parte dare una possibilità di nuovi introiti a nazioni medio-piccole, soprattutto dell'Europa dell'Est, dove Platini ha raccolto numerosi voti e consensi alle ultime elezioni del 2007.

Dall'altra, la necessità di sopprimere un torneo che non raccoglie appeal né sponsor.

Detto che tornare indietro ai tempi della suggestiva Coppa delle Coppe e della Coppa dei Campioni in cui giocavano solo i... campioni, la scelta pare rischiosa.

Soprattutto, perchè se già adesso numerose gare autunnali, con la formula dei gironi da quattro, paiono inutili e noiose, figuriamoci se nel suo raggruppamento, un Barcellona troverebbe, ad esempio, formazioni campioni di Azerbaigian, Georgia e Finlandia.

La sensazione è che inevitabilmente si vada verso un “vero” campionato europeo per club che duri tutto l'anno e che tenga impegnate le “big” per tutti i martedì o mercoledì, da settembre a maggio. Con la pericolosa conseguenza che, un po' come ora accade con le coppe nazionali, di vincere il proprio campionato nazionale non importi più a nessuno, o quasi.

Non sarebbe possibile pensare a una terza via? Accettiamo consigli e proposte...