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The Box debutta a Lucca Comics con 'L'inverno di Diego' di Roberto Baldazzini: 'Il mio primo eroe maschile? Un partigiano che si ribella a suo padre'

La svolta dell'autore di di Beba e Casa Howard, dall'erotismo più sfacciato alla Resistenza nel Modenese

31/10/2013
The Box debutta a Lucca Comics con 'L'inverno di Diego' di Roberto Baldazzini: 'Il mio primo eroe maschile? Un partigiano che si ribella a suo padre'

"La mia è una storia semplice". Parlando della sua ultima fatica Roberto Baldazzini è asciutto come il suo tratto. L'inverno di Diego è la sua primissima storia con un protagonista maschile. Sì, perché il pennino morbido, osceno e insieme flemmatico che ha dato corpo alle forme di Beba e alle perversioni di Casa Howard oggi si intinge nella neve delle montagne sopra Modena, nell'inverno del 1943, a raccontare questa storia di partigiani. "Su quella neve avrei voluto disegnare il rosso del sangue, ma il libro è in bianco e nero", dice Baldazzini, 55 anni, presente a Lucca 2013 con questa che è una delle prime uscite della nuova etichetta di Fandango, The Box, ma anche con l’integrale di Beba (Mompracem) e con Dei e uomini (Panini). Diego è il protagonista, un 18 enne che rifiuta la chiamata alle armi per la RSI, la Repubblica di Salò, stato fantoccio che rimette in campo i fascisti al servizio dei nazisti invasori, all’indomani dell’8 settembre. Diego si ribella a suo padre, scappa in montagna da solo, raggiunge una banda partigiana di cui ha sentito parlare. Sui monti Diego ha una storia con Luisa. 'Sai che sei proprio bello?', gli dice lei, e già la prima notte devono dormire insieme, per scaldarsi. L’indomani arrivano gli altri, e subito bisogna cambiare rifugio: c’è da caminare in mezzo al gelo, Diego è stanco e si accende una sigaretta. Tragico errore. I nazifascisti notano quel bagliore e vanno a rastrellare il gruppetto.

"Ho iniziato a lavorare ai testi intorno al 2007", racconta Baldazzini, "quando mi sono imbattuto nella figura di Cavazzuti, questo partigiano cattolico, papà di alcuni miei amici, che combattè nella Brigata Italia (operavano sopra Modena, appunto, e nell’aprile 1945 contavano 1500 unità, ndr). L’ho frequentato e mi ha aiutato a comprendere anche le cose più banali, quelle del quotidiano, che ho adoperato per il mio libro. A Cavazzuti, che è morto nel 2009, avevo mostrato tutte le matite del primo volume". Sì, perché i tomi dovrebbero essere quattro, 'Le quattro stagioni della Resistenza', come recita il sottotitolo del libro.

Ne L’inverno l’autore racconta fatti accaduti dalle sue parti. 'In effetti ho creato Diego per avere una relazione col mio territorio, e per incontrare lettori che non sono già avvezzi al fumetto. E poi vorrei creare un laboratorio, dove tanti lavori legati alla Resistenza confluissero in un progetto comune…'. Ci sono già alcuni accoliti. 'Gli autori coinvolti hanno già avviato progetti per conto loro, tutti percorriamo strade parallele…', dice Baldazzini, 'io nel secondo episodio vorrei raccontare di quelli che restano a casa, la loro difficoltà a capire che cosa sta succedendo: tutto si sviluppa lentamente dall’8 settembre fino alla fine della guerra, la gente pian piano capisce che i partigiani possono cambiare le sorti del Paese'. Il primo protagonista maschile a 55 anni, com’è possibile? "Con Beba e le altre ho voluto comprendere a fondo il mio carattere: alla fine tutti abbiamo dentro tanto il femminile che il maschile…". Non vorremmo psicanalizzare l’intervistato, ma è lui ad ammettere: "In passato posso aver sofferto nel rapporto con la figura del padre. C’era una specie di odio in fondo a tutto: finché non l’ho capito non sono riuscito raccontare la figura maschile, inclusa quella di un uomo come il padre di Diego, che impone, domina, tiene distante il figlio". C’è tutto questo dietro a L’inverno di Diego. E lui la chiama una storia semplice...

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