Pasquale Frisenda

F come Fumetto (3) - 'Un certo Daneri' di Carlos Trillo e Alberto Breccia (1975)

Brevi segnalazioni su singole storie, albi, libri e serie rigorosamente a fumetti.

04/12/2013
F come Fumetto (3) - 'Un certo Daneri'  di Carlos Trillo e Alberto Breccia (1975)

Un certo Daneri di Carlos Trillo e Alberto Breccia (Un tal Daneri - Argentina - 1975)

"L'immaginazione dell'uomo, in materia di mostri, è limitata."
(Jorge L. Borges )

"Sta già piovendo. La pioggia brucia sulla ferita fresca. Un altro segno sulla faccia di Daneri, fra i tanti che neppure si vedono più."

"Hay un momento en que la noche agota su euforia y su melancolía. Y se dispone a morir."
(da "Un certo Daneri")

Un certo Daneri è la prima di una magnifica serie di collaborazioni tra Carlos Trillo e Alberto Breccia, nata sulla rivista Mengano nel 1975.
In queste storie Trillo scrive alcune delle sue sceneggiature più suggestive, con un uso straordinario della parola, di forte derivazione letteraria (il nome stesso dato dai due autori al protagonista delle loro storie è un omaggio a Carlos Argentino Daneri, uno dei personaggi de L'Aleph di Jorge L. Borges, autore, quest'ultimo, che ha influenzato molto la poetica e il lavoro di Alberto Breccia, tanto che lo si ritroverà come personaggio anche in Perramus, un altro suo capolavoro grafico).

La serie, composta da 8 episodi, realizzati tra il 1974 e il 1977, è ambientata essenzialmente a Mataderos, il barrio (quartiere) di Buenos Aires in cui il grande disegnatore (nato a Montevideo, in Uruguay) trascorse la sua infanzia, e, a tal proposito, in un'intervista disse: "Penso che in ''Un tal Daneri" ho trasmesso qualcosa di quello che ho visto durante i miei anni giovanili. Quei muri di mattoni, quelle strade in terra battuta, quelle nuvole così basse che sembravano essere a portata di mano".

Un'espressione di eterna stanchezza caratterizza il volto di Daneri, un ex poliziotto che oggi si arrabatta per vivere come meglio può (si presume che sia stato mandato forzatamente in pensione... ma Trillo non chiarì mai la cosa).
La vita è stata, in ogni caso, molto dura con lui: ora vive da solo, con i suoi ricordi, in una parte decadente e povera della città, e le altre figure che vengono raccontate nelle storie non sono poi molto diverse, e per nessuno di loro sembra facile accettare il proprio destino.

Trillo e Breccia dimostrano comunque una grande tenerezza verso i loro personaggi, e sembrano suggerire che anche all'inferno si possa trovare della bellezza o un gesto nobile (anche se è, ovviamente, molto difficile vederli o decifrarli).
Come nella migliori storie di Borges, anche qui la cosa importante non si nasconde nella risoluzione dei problemi, ma nel percorso intrapreso per risolverli.

Un certo Daneri (che nel Larousse viene definito "Intelligente, immaginativo, rigorosamente angosciante") è anche un lucido ritratto dell'Argentina di quegli anni (condizionata da complotti politici internazionali e terribili tensioni sociali che sfociarono poi in una delle più sanguinose dittature della storia recente), e il disegno di Breccia si fa metafora di un tempo irrimediabilmente oscuro.

Chiudo il post con due lunghi video dedicati alla carriera e al lavoro di Carlos Trillo e Alberto Breccia:

Di Breccia potete trovare altre notizie sia QUI che QUI.

Buona lettura e visione!

P.S. Altri post su fumetto, illustrazione o cinema li potete trovare QUI.