Pasquale Frisenda

Settima arte (10): '1997: Fuga da New York' di John Carpenter (1981)

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20/01/2014
Settima arte (10): '1997: Fuga da New York' di John Carpenter (1981)

"1997: Fuga da New York" di John Carpenter ("Escape from New York" - USA/Gran Bretagna - 1981)

con: Kurt Russell, Lee Van Cleef, Ernest Borgnine, Donald Pleasence, Isaac Hayes, Season Hubley, Harry Dean Stanton, Adrienne Barbeau, Jamie Lee Curtis

- "Sono pronto a toglierti dal mondo a calci in culo, Plissken".
- "Chiamami "Jena".

"Un attentato terroristico fa precipitare l'Air Force One, che trasporta il presidente degli Stati Uniti d'America verso un importante congresso, nel cuore di una Manhattan da tempo resa un gigantesco carcere di massima sicurezza e completamente gestita dai criminali li rinchiusi. Per tentare di salvare il presidente e un prezioso documento in suo possesso (che può evitare la 3° Guerra Mondiale), viene tentata un'azione disperata affidata ad un uomo solo, appena arrestato dalla polizia e ora condannato alla pena capitale: S. D. Plissken, meglio conosciuto come "Jena", un ex-marine da tempo ricercato per diserzione che, messo sotto ricatto, accetta la missione suicida..."

Uno dei migliori film di John Carpenter e giustamente uno dei suoi più celebri: un perfetto mix di western e fantascienza (generi, insieme all'horror, amatissimi dal regista) che riesce ad ottenere un successo enorme al botteghino.

Da sempre figura anomala, indipendente e politicamente impegnata in quel di Hollywood (i suoi film mettono spessissimo in primo piano figure di antieroi o personaggi di estrazione proletaria, e nei suoi soggetti abbondano tematiche che riflettono una forte critica sulla società capitalistica americana, il rapporto tra il bene e il male e la percezione della realtà e degli attuali valori), Carpenter (nato a Carthage, New York, il 16 gennaio 1948), che oltre a regista e sceneggiatore, è anche compositore, attore, produttore cinematografico e montatore, ha sempre caratterizzato i suoi film con elementi precisi e riconoscibili: una fotografia e un'illuminazione minimalisti, una macchina da presa non eccessivamente mobile e colonne sonore, spesso realizzate mediante sintetizzatore, composte da lui stesso, solo occasionalmente in collaborazione con altri (si fa eccezione solo per "La Cosa", composta da Ennio Morricone, "Starman", composta da Jack Nitzsche, "Avventure di un uomo invisibile" e "Fuga da Los Angeles", composte da Shirley Walker, "The Ward - Il reparto", composta da Mark Kilian).
Ha spesso affermato di essere stato influenzato nel suo lavoro dalle opere di Howard Hawks ("La Cosa" è il remake/prequel del classico "La Cosa da un altro mondo"/"The Thing from another world", firmato da Christian Nyby e, non accreditato, dallo stesso Hawks nel 1951), Alfred Hitchcock e da "Ai confini della realtà", la (meravigliosa) serie televisiva ideata da Rod Serling nel 1959.
Tra i lavori più significativi di questo regista (comunque incostante e imprevedibile), oltre "1997: Fuga da New York", vanno ricordati senz'altro "Distretto 13 - Le brigate della morte" (1976), "Halloween - La notte delle streghe" (1978), "La Cosa" (1982), "Christine - La macchina infernale" (1983), "Essi vivono" (1988) e "Il seme della follia" (1994), oltre che il suo film d'esordio, il surreale, irriverente e psichedelico "Dark star" (1974).

"1988: l'indice di criminalità negli Stati Uniti aumenta del 400%. Quella che un tempo fu la libera città di New York diventa il carcere di massima sicurezza per l'intero paese. Un muro di cinta di 15 metri viene eretto lungo la linea costiera di Jersey, attraverso il fiume Harlem, e giù lungo la linea costiera di Brooklyn. Circonda completamente l'isola di Manhattan, tutti i ponti e i canali sono minati. La forza di polizia statunitense, come un esercito, è accampata intorno all'isola. Non vi sono guardie dentro il carcere. Solo i prigionieri e i mondi che si sono creati. Le regole sono semplici: una volta entrati, non si esce più"
(Voce narrante a inizio film)

La sceneggiatura di "1997: Fuga da New York", basata su un soggetto scritto da Carpenter negli anni '60/'70 e originariamente pensato per essere interpretato da Clint Eastwood, fu riadattata dal regista americano insieme a Nick Castle (a cui si deve il personaggio del tassista, a cui da volto e anima il compianto Ernest Borgnine, e il fulminante finale del film).
All'inizio conteneva delle piccole variazioni rispetto al film visto poi in sala: ad esempio, nel finale, Lee Van Cleef/Bob Hauk doveva svelare a Kurt Russell/"Jena" Plissken che il ricatto da lui subito era solo un bluff, un espediente per accelerare i tempi della missione di recupero del presidente (soluzione narrativa che fu poi adottata da Carpenter per il sequel del 1996, "Fuga da Los Angeles"/"Escape from L.A."), mentre all'inizio si doveva far vedere "Jena" impegnato in una rapina a mano armata ad una banca - cosa per altro testimoniata dalla presenza nella colonna sonora della traccia "The Bank robbery", composta sempre da Carpenter insieme ad Alan Howarth - motivo per il quale verrà arrestato e condotto in carcere (uno dei motivi che spinsero il regista a cancellare la sequenza fu dovuto al fatto che non voleva che si vedesse subito il lato umano e positivo di Plissken, visto che quest'ultimo rinuncia a fuggire dalla polizia pur di soccorrere Taylor, l'amico rimasto ferito in una sparatoria, mentre voleva insistere il più possibile sull'ambiguità morale del suo personaggio. Alla fine dei titoli di coda si nota comunque accreditato l'attore Joe Unger nel ruolo di "Taylor").

La presunta morte di "Jena" Plissken - tormentone ricorrente nel film - è invece un omaggio sia a "Il grande Jake" ("Big Jake"), uno degli ultimi film interpretati da John Wayne, che ad un ragazzo, un classico bulletto, conosciuto da Carpenter ai tempi del liceo, che di nome faceva proprio Plissken e da tutti era soprannominato "Snake" (che è poi il nome originale del personaggio interpretato da Kurt Russell, che nel film sfoggia anche un vistoso tatuaggio a forma di serpente sulla pancia), che in un periodo era stato creduto morto a causa di una voce messa in giro da chissà chi.

Come detto, Carpenter avrebbe voluto Clint Eastwood come protagonista, ma poi, quando iniziarono le riprese, si rese conto che l'attore non era più adatto al ruolo, e scelse il più giovane Kurt Russell (con cui aveva già collaborato in "Elvis, il re del rock". I due lavorarono poi insieme anche nell'82 a "La Cosa"/"The Thing", nell'86 a "Grosso guaio a Chinatown"/"Big trouble in Little China", e nel '96 nel già citato "Fuga da Los Angeles").
I produttori Larry Franco e Debra Hill avrebbero ben visto nei panni di "Jena" Tommy Lee Jones o Charles Bronson, ma il primo rifiutò il ruolo, mentre il secondo venne messo da parte da Carpenter, che lo riteneva troppo anziano (a posteriori gli stessi produttori riconobbero il ruolo cruciale che ebbe Kurt Russell nella costruzione del carismatico personaggio - con il tempo diventato una vera icona dell'antieroe - e quindi del grande successo della pellicola).

Nel cast è presente Donald Pleasence, che aveva già collaborato con Carpenter in "Halloween, la notte delle streghe" ("Halloween" - 1978) ed avrebbe continuato in "Il signore del male" ("John Carpenter's Prince of Darkness" - 1987), oltreché in altri film che il vulcanico regista produsse o sceneggiò.
Problema principale dell'attore era il suo accento inglese (Pleasance è nato nel Nottinghamshire), non certo adatto per interpretare il personaggio del presidente degli Stati Uniti, in contrasto con un requisito fondamentale per la candidatura, cioè quello di essere americano di nascita.
Carpenter pensò una spiegazione plausibile da inserire nel film, come un'infanzia ed un'educazione in suolo britannico, ma l'idea fu poi scartata.

Molte scene vennero realizzate in grande economia: la città devastata venne ricostruita in un'ampia zona industriale fuori St. Louis (zona allora parzialmente distrutta da un grosso incendio).
La lavorazione si protrae dall'agosto al novembre del 1980, e per ovvie esigenze narative il film venne girato solo di notte (la produzione riuscì a convincere il sindaco della città a spegnere l'illuminazione pubblica per circa i dieci isolati coinvolti nelle riprese), ma la troupe e il cast furono comunque tormentati dalle zanzare e da un caldo asfissiante e non videro letteralmente la luce del giorno per due mesi e mezzo.
L'unica sequenza ad essere stata girata realmente a New York è quella iniziale, in cui alcuni prigionieri cercano di fuggire a bordo di un canotto, passando vicino alla statua della Libertà, e l'entrata in scena del commissario Hauk.
Le scene in cui l'elicottero passa sopra al Central park vennero girate invece a San Fernando: sullo sfondo vennero montati alcuni modelli dell'agglomerato newyorkese, il tutto a cura di James Cameron (allora solo aspirante regista e ai suoi esordi come tecnico per gli effetti speciali).
In alcune sequenze sembrano comparire degli effetti di grafica computerizzata, per cercare di aggiungere un ulteriore tocco futuribile all'insieme, come per l'impatto dell'aereo presidenziale ed il sorvolo dei grattacieli di Manhattan degli elicotteri della polizia, ma in realtà, dati gli enormi costi che sarebbero stati allora necessario sostenere per realizzare animazioni in wireframe, si è ricorsi all'animazione tradizionale e ad un ulteriore espediente quale una comune ripresa di un plastico di New York (utilizzato anche nella scena del sorvolo notturno dell'aliante), ai cui edifici sono stati apposti fili trattati con vernice fosforescente, conferendo l'aspetto di una credibile skyline.
La scena di combattimento nel ring venne filmata nella sala grande della Union Station di St. Louis, un anno prima del restauro definitivo.

Carpenter si divertì infine ad inserire diversi omaggi ad alcuni registi da lui stimati, come David Cronenberg, George A. Romero e Don Taylor (i loro cognomi sono infatti quelli di alcuni personaggi).

Il film uscì negli Stati Uniti il 10 luglio 1981 (in Italia il 1º agosto dello stesso anno).
Realizzato con un budget di soli 6 milioni di dollari, ne guadagnò alla fine circa 26.
Visto il successo della pellicola, Carpenter mise da parte alcune idee che utilizzò per il (debole, a parer mio) sequel del '96 e che potrebbero servire, sembra, ad un successivo film, di cui Carpenter ha iniziato a parlare nell'estate del 2007, che dovrebbe intitolarsi "Escape from Earth".
Da tempo si parla anche di un remake di "1997: Fuga da New York", ma visto i nomi coinvolti (Len Wiseman in cabina di regia e Gerard Butler nei panni del protagonista, spero vivamente che non veda mai la luce).

Il film di Carpenter (come il personaggio di "Jena" Pliskeen), hanno segnato fortemente l'immaginario fantascientifico/apocalittico di quegli anni (in anticipo di un anno sul cult-movie per eccellenza in tal senso, il "Blade runner" di Ridley Scott), ispirando un'infinità di b-movies o veri e propri cloni, anche di produzione italiana (ad esempio "2019 - Dopo la caduta di New York", di Sergio Martino e "1990: i guerrieri del Bronx" di Enzo G. Castellari), ed è stato citato in videogiochi ("Fallout 3", "Metal Gear Solid 2: Sons of liberty"), cartoni animati ("I Griffin") e tantissimi altri film (come "Kill Bill vol. 1" e "Grindhouse - A prova di morte" di Quentin Tarantino, "La Terra dei morti viventi" di George A. Romero, "Planet Terror" di Robert Rodríguez o il "Cloverfield" diretto da Matt Reeves e prodotto da J. J. Abrams, che in una sequenza omaggia la locandina americana di "1997: Fuga da New York", dove si vede la testa della Statua della Libertà in una strada di New York, cosa presente anche nelle versioni per altri mercati. Il dettaglio della locandina lasciò parecchio interdetto il regista, che la riteneva una cosa senza il benché minimo senso: era stato l'autore del poster a tirarla fuori, ma secondo la produzione funzionava e  decisero di lasciarla. Considerata la distanza tra Liberty Island e Manhattan, Carpenter era convinto ci volesse una qualche forza disumana per far arrivare la testa della statua fino a lì. "Era", disse, "come lanciare qualcosa da Heathrow fino al London Bridge". Ma c'è un'altro aneddoto che lega il nome di Abrams al capolavoro di Carpenter: la scena che mostra il destino del personaggio di Maggie fu aggiunta alla fine solo dopo che un adolescente, figlio di uno dei dipendenti della Avco-Embassy Pictures che aveva avuto modo di vedere una prima versione del montato finale, aveva notato questa lacuna. Quel ragazzino era proprio J. J. Abrams).

Nei video che seguono trovate il trailer, l'incipit e la traccia principale della colonna sonora del film:

Buona visione e ascolto!


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