Pasquale Frisenda

Settima arte (16): 'Monsieur Verdoux' di Charlie Chaplin (1947)

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14/03/2014
Settima arte (16): 'Monsieur Verdoux' di Charlie Chaplin (1947)

"Monsieur Verdoux" di Charlie Chaplin ("Monsieur Verdoux" - USA - 1947)

Sceneggiatura: Charlie Chaplin.

Con: Charlie Chaplin, Martha Raye, Mady Correll, Allison Roddan, Isobel Elsom, Margaret Hoffman, Marilyn Nash,  Irving Bacon, Bernard Nedell.

"Dalla crisi nasce sempre una rivoluzione... o un governo che confisca tutto."
(Henri Verdoux)

"Monsieur Verdoux", uno dei più anomali film scritti, diretti, interpretati e prodotti dal grande Charles Spencer Chaplin, meglio noto solo come Charlie Chaplin (trovate QUI il sito a lui dedicato), fu proiettato la prima volta l'11 aprile 1947.
"Il mio più intelligente e brillante film", dichiarò senza falsa modestia il regista inglese.
Certamente il più discusso e controverso della sua incredibile (e per certi versi irripetibile) carriera.

"Carl Von Clausewitz disse che la guerra è la logica estensione della diplomazia. Monsieur Verdoux ritiene che l'omicidio è l'estensione logica del business", disse Chaplin, che per la seconda volta si toglie la maschera di Charlot il vagabondo (il personaggio per cui è universalmente riconosciuto. Apparso il 7 febbraio del 1914, negli anni successivi diventerà un beniamino del pubblico e monumento della storia del cinema): l'omino ingenuo ma ottimista è oramai sconfessato dalla realtà tragica e folle degli avvenimenti bellici che sconvolgono il mondo e le coscienze degli uomini in quegli anni, sopraffatto dall'odio e dalla stoltezza dei suoi contemporanei, e per cui arriva "Monsieur Verdoux", che per Chaplin è "la più nera delle mie commedie".

Scaturito - o solo suggerito - da un'idea di Orson Welles (che da tempo aveva in mente di raccontare le gesta di un moderno Barbablù), e ambientato in Francia tra le due guerre mondiali (per garantire l'autenticità nelle impostazioni e nei modi, Chaplin volle come suo assistente il regista francese Robert Florey, un suo vecchio amico e ammiratore).
Il film è un ennesimo, esplicito atto d'accusa del regista inglese nei confronti della società capitalistica (completamente corrotta nei suoi principi e nel suo sviluppo, secondo il regista), espresso tramite le gesta estreme di Henri Verdoux, un personaggio ispirato alla tragica figura di Henri Landru (che fu giustiziato nel 1922 , dopo aver ucciso almeno dieci donne e un ragazzino. Ma Chaplin disse che tra le fonti di ispirazioni c'era anche il caso di Henry Wainwright, un falsario inglese del 19° secolo).
Chaplin era talmente affascinato dall'idea di trattare l'argomento e di dirigere il film che, pur di avere la storia, pagò a Welles la somma di 5000 dollari.

"Impiegato bancario, Henri Verdoux viene licenziato dopo un trentennale servizio (anonimo ma fedele) di investitore finanziario. In conseguenza della perdita del posto di lavoro, l'uomo si trasforma letteralmente, divenendo un serial killer di ricche signore anziane, a cui sottrae il patrimonio, dopo averle regolarmente sposate. Il denaro accumulato lo riutilizza per spericolate speculazioni di titoli azionari, e tutto allo scopo di mantenere la sua vera famiglia (la moglie inferma ed il figlio piccolo), ignara delle sue gesta, e pianificare così per loro un futuro di serenità economica..."

In questo personaggio convivono due opposte personalità: tenero e sensibile padre di famiglia, amante delle rose come dei più piccoli esseri viventi, compassionevole delle tribolazioni altrui, e spietato, cinico affarista borghese che persegue il suo fine di realizzazione capitalistica senza moralità e tentennamenti, in spregio della dignità umana, ridotta a tramite di arricchimento materialistico.
Ma la sua follia (e quella della società che lo ha creato) lo distruggerà, a causa il crollo del mercato finanziario.
La società borghese, a cui si consegnerà, lo condannerà alla ghigliottina, ma prima di morire, durante il dibattimento processuale, il risveglio della ragione gli consentirà di gettare una massiccia ombra sui convincimenti della società stessa, alla quale egli rimprovera di perseguire, più o meno consciamente, il suo stesso fine di distruzione dell'uomo, e dove l'unica e sostanziale differenza è nei numeri: "Non è forse ammessa la costruzione di bombe atomiche per il solo e unico scopo di uccisioni di massa? Un omicidio è delinquenza, un milione è eroismo. Il numero rende le cose legali, mio caro amico", e saluterà i suoi accusatori, i giudici e i giurati che lo condannano, con un: "A ben rivederci. E presto, molto presto".

"Monsieur Verdoux" ebbe un lungo periodo di gestazione, a partire dalle prime note del 1941 fino all'inizio della lavorazione nel 1946, durante il quale la vita pubblica e privata di Charlie Chaplin venne sconvolta da vari avvenimenti, quali l'entrata nella Seconda Guerra Mondiale degli Stati Uniti d'America dopo l'attacco a Pearl Harbor da parte delle forze giapponesi; la decisa presa di posizione di Chaplin al fianco dei movimenti di solidarietà all'Unione Sovietica, impegnata a contrastare le armate tedesche di Adolf Hitler; il suo sostegno pubblico alle lotte sindacali dei lavoratori statunitensi; il divorzio dalla terza moglie e il coinvolgimento in un processo intentatogli dall'amante per una presunta paternità, poi trasformatosi in un rivalsa dei sostenitori di bigotti principi pseudopatriottici nei confronti del "forestiero socialista", e il processo che ebbe una ripercussione deleteria sulla sua immagine pubblica.
Le poche risorse economiche poi imponevano che tutto sul set doveva essere attentamente pianificato in anticipo, e Chaplin lavorò solo dopo aver realizzato una sceneggiatura completa e precisa, e con un calendario dei lavori assolutamente meticoloso per ogni scena.
Difficoltoso fu anche il superamento delle difficoltà che l'ufficio addetto alla censura frappose inizialmente (il famigerato Ufficio Breen, l'organizzazione della censura del cinema americano ed emanazione della Legione della Decenza, che tormentò l'artista per oltre un quindicennio, intervenendo - o cercando di farlo - sulle sceneggiature con criteri dettati da un moralismo imperante che individuava in Dio-Patria-Famiglia i cardini del Sogno Americano), che bollò subito il film come "socialmente pericoloso e dunque irrealizzabile", salvo poi accontentarsi del taglio della scena in cui due coniugi si coricano insieme nel letto matrimoniale e della disposizione di trasformare l'attività di prostituta della ragazza che Verdoux soccorre in una notte piovosa, in una non ben definita "occupazione meno disdicevole" (sentimenti di avversione e sospetto come questi erano profondamente radicati nell'America del 1940, che aveva già cominciato a scivolare nella paranoia e la caccia alle streghe che sarebbe poi deflagrata negli anni della guerra fredda).

Le reazioni successive alla proiezione saranno ancora più violente ed imperniate sul presunto antipatriottismo di Chaplin, che rimase scioccato dalla risposta generalmente poco entusiasta alla prima del film, e ancora di più da una conferenza stampa in cui molti giornalisti a lui ostili rifiutarono di discutere della pellicola, concentrando tutte le domande sulle sue simpatie politiche, il patriottismo, gli affari fiscali e il suo rifiuto di adottare la cittadinanza americana.
Questo fu l'inizio dell'ultimo e infelice periodo di Chaplin negli Stati Uniti, che lasciò poi nel 1952.

Ma, nonostante tutto, c'erano ancora in America accesi suoi sostenitori e appassionati del suo cinema; il più importante di tutti fu il leggendario critico James R. Agee, di "The Nation" , che reagii all'opposizione reazionaria avuta dal film dedicando diversi articoli a "Monsieur Verdoux", arrivando a definirlo inequivocabilmente come "uno dei migliori film mai realizzati" (sostenendo l'affermazione dello stesso Chaplin).
Agee si spinse poi oltre, dichiarando: "Credo che una democrazia che non può contenere tutti i suoi contestatori, di qualsiasi natura, non si possa chiamare democrazia".

Il periodo in cui "Monsieur Verdoux" uscì nelle sale penalizzò dunque enormemente il film, anche nel riscontro al botteghino, ma oggi si può invece vedere come era anni avanti rispetto a molti altri titoli del suo tempo (di sicuro in termini di concetti, mentre l'esecuzione è perfettamente e splendidamente classica), confermandosi come uno dei più affascinanti progetti di Charlie Chaplin.

Qui trovate il trailer originale e una clip del film:

Buona visione!

 

 P.S. I precedenti post, su cinema, fumetto, illustrazione ed altro, li potete trovare QUI.