Pasquale Frisenda

F come Fumetto (21): 'V for Vendetta' di Alan Moore e David Lloyd (1982)

Brevi segnalazioni su singole storie, albi, libri e serie rigorosamente a fumetti.

02/11/2015
F come Fumetto (21): 'V for Vendetta' di Alan Moore e David Lloyd (1982)

V for Vendetta di Alan Moore e David Lloyd (Inghilterra - 1982)

"Londra, in un futuro non remoto. Il potere è nelle mani di un governo totalitario e tecnocratico, salito al potere dopo anni di guerra e a causa della crisi interna che ne è derivata. Le elezioni sono state abolite, e l'Inghilterra è ora dominata da un rigido controllo statale, che gestisce anche la vita privata delle persone. Le connotazioni del regime sono evidenti e decisamente rivolte verso posizioni estremiste, con i mezzi di comunicazione controllati gestiti da agenti governativi, corpi di polizia segreta, campi di concentramento per minoranze non allineate al sistema e pesanti discriminazioni dal punto di vista razziale e sessuale. I cittadini sono costantemente monitorati da telecamere a circuito chiuso ed ascoltati tramite continue intercettazioni ambientali. In cambio di ordine, ogni idea di libertà e di diritto è stata annullata. A turbare l'oliato ingranaggio arriva però un enigmatico personaggio mascherato che si fa chiamare V. Comincia a muoversi nelle strade della città e a realizzare le sue plateali azioni, apparentemente terroristiche. La maschera dietro cui si nasconde richiama i tratti di Guy Fawkes (cospiratore cattolico inglese che tentò, insieme ad altre persone, di assassinare il re protestante Giacomo I nel 1605. Il suo piano, denominato "La congiura delle polveri", era di far saltare in aria la camera dei Lord. Il progetto fu però rivelato alle autorità da una lettera anonima. Fawkes fu arrestato la notte del 4 novembre dentro una cripta sotto la camera dei lord, mentre faceva la guardia ai barili di polvere da sparo. Fu torturato e costretto a confessare. Immediatamente prima della sua esecuzione, il 31 gennaio, Fawkes saltò dal patibolo dove doveva essere impiccato, morendo sul colpo) e, come lui, vuole far saltare in aria il Parlamento della città, riuscendoci realmente nello stesso giorno in cui anche Fawkes provò a farlo, cioè il 5 di novembre. Sembra che si muova solo per vendicarsi di qualcuno, ma le sue intenzioni appariranno più chiare dopo essersi manifestato al pubblico attraverso dei video: lui intende sovvertire l'intero regime. Nella popolazione di Londra, assuefatta e intorpidita da anni di ferree imposizioni e limitazioni, cominciano a serpeggiare dubbi e domande. La determinazione con cui agisce V, la precisione delle sue azioni, il profondo senso di giustizia e il desiderio di libertà a cui sembra anelare, si fanno strada nelle persone, e il governo nazionale, sentendosi destabilizzato, comincerà una violenta caccia all'uomo per tentare di bloccarlo. Le azioni di V avranno poi serie conseguenze nella vita privata di Eric Finch, il poliziotto a cui è stato affidato il compito di catturarlo, e di Evey Hammond, una giovane ragazza che viene sequestrata dall'uomo mascherato..."

"Dentro V., dentro lei, c'è molto di più di quanto nessuno abbia mai sospettato. Il problema non è tanto sapere "chi" è, ma "che cosa". Che cos'è? Dio non voglia che io sia mai chiamato a fornire questa risposta, né in questa sede, né in qualsiasi rapporto ufficiale."
(da V. di Thomas Pynchon - 1963)

"La guerra è pace, la libertà è schiavitù, l'ignoranza è forza."
(i tre slogan del Socing, il Partito Unico di Oceania - da 1984 di George Orwell - 1948)

"Se volete cercare un colpevole per tutto questo, ancora una volta non avete che da guardare in uno specchio."
(da V for Vendetta - 1982)

Originariamente pubblicata tra il 1982 e il 1985 (in bianco e nero) nelle pagine della rivista inglese Warrior - e il titolo dell'opera, a quanto sembra, fu suggerito dall'editore Dez Skinn, che volle rendere omaggio ad una striscia a fumetti degli anni '60, mentre Alan Moore attribuisce a David Lloyd l'idea di mascherare il protagonista proprio con una maschera che rimanda al volto di Guy Fawkes - la serie diventò quasi istantaneamente una delle più acclamate della rivista, che però chiuse nel 1985 lasciando la storia incompiuta.
Molte altre case editrici cercarono di continuare la pubblicazione, ma la conclusione la si vide solo nel 1988, quando la DC Comics (editore per cui Moore già collaborava in altre collane) decise di ripubblicare tutta la serie in una collana di 10 numeri (questa volta a colori), ristampandola poi in un unico volume.

Potente, enigmatica, inquietante e per certi versi persino premonitrice, la storia narrata da Alan Moore in V for Vendetta - che ha forti rimandi con il 1984 di George Orwell ma anche con la figura del Fantasma dell'Opera di Gaston Leroux - è giustamente considerata, insieme a From Hell e Watchmen, uno dei suoi capolavori assoluti (per me è il suo lavoro migliore).
Decisamente complesso, articolato e accurato nella sua struttura, in V for Vendetta, di volta in volta, compaiono molti riferimenti sia alla lettera V (in alcuni monologhi le parole che iniziano con quella lettera sono la maggioranza) che al numero 5 (come viene rappresentato nella numerazione romana, ovviamente); ad esempio, il personaggio di V in un episodio legge un romanzo di Thomas Pynchon che si intitola proprio V. (del 1963, che è stato uno degli altri riferimenti utilizzati da Moore per questa storia); in un altro episodio, premendo il tasto 5 su un jukebox i personaggi ascoltano la quinta sinfonia di Ludwig van Beethoven; l'azione si svolge spesso durante il 5 di novembre (la congiura delle Polveri, l'incidente a Larkhill, l'attentato all'Old Bailey e quello al Parlamento).
Ma si potrebbe continuare a lungo...
Il personaggio di V si esprime inoltre con frasi riconducibili alla struttura metrica del pentametro giambico (il verso classico della poesia inglese).
La voluta assenza di lieto fine (non è chiaro se dal disordine generato da V emergerà un nuovo stato di "anarchia consapevole e responsabile", come auspicato dallo stesso personaggio, o solamente il caos e la sopraffazione), impone ai lettori di farsi molte domande sulle scelte decise dei vari personaggi.
Moore sembra intendere che la rivoluzione da sola è inutile, e cioè che non serve a molto radere al suolo un governo se prima non cambiano le persone che lo eleggono: il destino del popolo è nelle mani del popolo stesso.
V for Vendetta è una di quelle opere che meritano di essere rilette più volte, per poter scoprirne e svelarne i tanti livelli di scrittura che contengono.

Lo stile di disegno di David Lloyd, pieno di contrasti fra grandi masse di bianco e di nero e che mostra un elevato senso grafico, ben si adatta a rappresentare le cupe e dense atmosfere della storia di Moore, e riesce a trasmettere ai lettori un certo senso di insicurezza e claustrofobia, dovuto in parte anche alla gabbie delle tavole, molto fitte di vignette.
Lloyd, come detto, ebbe un ruolo fondamentale nella caratterizzazione del personaggio di V, e la sua accesa partecipazione al progetto lo rende a tutti gli effetti il co-creatore della storia.
La maschera immaginata da Lloyd e rappresentante il volto di Guy Fawkes è diventata poi un simbolo per i movimenti di protesta di tutto il mondo, da Occupy Wall Street a piazza Tahrir (il 5 novembre del 2014, ad esempio, molte persone hanno indossato la maschera di V per la Million Mask March tenutasi a Londra, organizzata da Anonymous per protestare contro il programma di sorveglianza internazionale degli Stati Uniti e il potere di banche e corporazioni).

Nel 2006 è uscito, in contemporanea mondiale, il film V per Vendetta (V for Vendetta) diretto da James McTeigue su sceneggiatura dei fratelli Wachowski, che ha contribuito ad alimentare ancora di più la fama dell'opera (un film di buona fattura, anche se semplifica e velocizza un po' troppo la storia a livello di concetti espressi e di scrittura).

In Italia la storia è apparsa per la prima volta nel 1991, pubblicata a puntate sulla rivista Corto Maltese (Rizzoli/Milano Libri), e poi in volume nel 1994 sempre per la Milano Libri.
E' stata successivamente riproposta da diversi editori, tra cui la Magic Press, la Planeta/De Agostini e la RW/Lion, sia nella versione a colori che quella in bianco e nero, molto fedele alla versione originale proposta dalla rivista Warrior.

Aggiungo, infine, due video: in primo dedicato a David Lloyd, impegnato in uno sketch su V, mentre il secondo è una lunga (e bellissima) intervista ad Alan Moore, inserita nel documentario The mindscape of Alan Moore realizzato da Dez Vylenz nel 2005.
Ma questo documentario è molto più di una semplice intervista all'autore di capolavori come V for Vendetta, Swamp Thing, Watchmen, From Hell, La Lega degli straordinari gentlemen o La voce del fuoco, ma è invece il racconto di come Moore è cresciuto, del perché abbia scelto di raccontare alcune cose e non altre, e del perché abbia fatto alcune scelte professionali.
The mindscape of Alan Moore è anche (e soprattutto) uno spaccato sulla creatività umana, sul perché l'uomo ha bisogno di raccontare e sul potere di quei racconti, su come le storie influenzino ognuno di noi e sulla responsabilità che ricade su chi, quelle storie, le racconta.

Buona visione!

P.S. Altri post su racconti, fumetto, cinema, televisione, romanzi ed altro li potete trovare QUI.