Pasquale Frisenda

F come Fumetto (22): 'Calvin e Hobbes' di Bill Watterson (1985)

Brevi segnalazioni su singole storie, albi, libri e serie rigorosamente a fumetti.

08/11/2015
F come Fumetto (22): 'Calvin e Hobbes' di Bill Watterson (1985)

Calvin e Hobbes di Bill Watterson (Calvin and Hobbes - USA - 1985)

"Calvin è un bambino di sei anni, figlio unico, che vive con i suoi genitori in un tranquillo quartiere di una non ben definita cittadina americana. E' pestifero, disobbediente, vivace e ottimista. Ha una sfrenata fantasia e gli piace moltissimo creare storie in cui è protagonista: con la sua mente compie viaggi incredibili, sia sulla Terra che nello spazio e nel tempo, vuole cambiare il mondo (non sempre in meglio), è un critico d'arte, un progettista, un guerriero di palle di neve e tanto altro ancora. La sua esuberanza lo porta a dare vita una vita e dei pensieri al suo tigrotto di peluche preferito: Hobbes. Per chiunque, Hobbes è solo un pupazzo che Calvin si trascina sempre dietro, ma per lui rappresenta l'amico più fidato, il compagno di avventure, l'unico alla quale confidare tutte le proprie perplessità e i propri sogni..."

"Watterson ce l'ha fatta: è riuscito a cogliere l'infanzia in tutti i suoi innumerevoli stati d'animo. Chiunque stia vicino ad un bambino sa che la realtà per lui non esiste."
(Garry Trudeau, dalla sua introduzione a Calvin e Hobbes)

"Il suo nome si ispira a Giovanni Calvino, il teologo del XVI secolo che credeva nella predestinazione. Molti suppongono che Calvin sia ispirato a un mio figlio, o a ricordi della mia infanzia. Ma io non ho figli ed ero un bambino piuttosto ubbidiente, cioè l’opposto di Calvin. Una delle ragioni per cui trovo divertente scrivere e disegnare questo personaggio è che spesso non sono affatto d'accordo con lui. Il lato autobiografico di Calvin risiede nel fatto che lui la pensa nel mio stesso modo su tanti argomenti, ma in questo lui riflette il me adulto, non quello bambino. Molte lotte di Calvin sono mie metafore personali. Sospetto che la maggior parte di noi invecchi senza crescere e che in fondo a ogni adulto (a volte nemmeno tanto in fondo) ci sia un moccioso che vuole tutto a suo modo. Uso Calvin come sfogo della mia immaturità, come un modo di restare curioso nella natura, come un modo di ridicolizzare le mie ossessioni e come un modo di commentare la natura umana. Non vorrei Calvin in casa, ma sulla carta mi aiuta a riordinarmi la vita e a capirla."
(Bill Watterson da Dieci anni di Calvin e Hobbes)

"È un mondo magico, Hobbes, vecchio mio... andiamo a esplorarlo!"
(dall'ultima striscia di Calvin e Hobbes)

Pubblicata fino al dicembre 1995, la serie termina a causa delle eccessive pressioni dei giornali e del suo editore (nel momento di massima popolarità, i personaggi sono presenti su centinaia di pubblicazioni diverse).
Da quel momento Bill Watterson decise allora di dedicarsi alla musica e alla pittura, le sue altre grandi passioni oltre il fumetto.

Watterson, il più giovane vincitore del Reuben Award nel 1986 come Miglior fumettista dell'anno, con questa serie ottiene un successo enorme, e riesce ad essere paragonato anche ai suoi modelli, che vanno ovviamente dai Peanuts di Charles Schulz, al Pogo di Walt Kelly, al Krazy Kat di George Herriman e alla Mafalda di Quino.
L'autore infonde un'enorme dose di ironia nel descrivere i guai che combina Calvin, creandogli intorno una serie di personaggi memorabili (dai suoi genitori, che non hanno un nome ma che bilanciano con la loro pragmaticità gli eccessi del figlio, all'amica Siusi, la maestra Vermoni, il bullo Sancio, o la babysitter Rosalyn): da un banale dialogo quotidiano in famiglia nasce per Calvin un conflitto interplanetario; da un brutto voto un terremoto immane; dalla voglia di scappare da una possibile interrogazione a scuola una fuga da dinosauri inferociti.
Nella testa di Calvin non c'è mai pace e tutto è invece in perenne movimento e in trasformazione.
E' un bambino che vive pienamente la sua età, senza freni né preoccupazioni particolari, e Hobbes (nome ispirato dal filosofo del XVII secolo che aveva davvero una bassa considerazione della natura umana e personaggio ispirato invece moltissimo al carattere di Sprite, uno dei gatti avuti da Watterson) è il suo paradossale aggancio con la realtà, tanto contiene la sua parte più riflessiva e moderata, oltre che, a volte, anche la più intima e sincera (la cosiddetta trovata delle "due versioni" di Hobbes è stata male interpretata, a sentire lo stesso autore, che non pensava a Hobbes come ad un pupazzo che prenda vita quando in zona c'è Calvin, né che Hobbes fosse il prodotto solo della sua immaginazione, ma in realtà non era la natura di Hobbes ad essere per lui interessante - e in ogni storia Watterson trova modo di evitare di risolvere la faccenda - mentre è solo che Calvin vede Hobbes in un certo modo e tutti gli altri lo vedono in un altro modo. Dice Watterson: "Nessuno di noi vede il mondo esattamente uguale ad un'altra persona, e io mi limito a rappresentare questo nel mio fumetto. Hobbes riguarda più la natura soggettiva della realtà piuttosto che bambolotti che prendono vita.").

Calvin e Hobbes risulta essere un fumetto sicuramente dedicato al mondo dell'immaginazione e dell'infanzia, ma l'autore riesce ad arrivare a tutti i suoi lettori, indipendentemente dall'età, con una profondità, lucidità e capacità di analisi tale che lascia a volte davvero sgomenti.
Dotato di uno stile di disegno espressivo e accattivante, Watterson si è distinto anche per le sue qualità di disegnatore, che vanno ben oltre una indovinata rappresentazione grafica dei suoi personaggi.

La decisione di interrompere le pubblicazioni di una serie così amata e popolare è un caso davvero raro nel mondo del fumetto, e in più Watterson è famoso anche per l'insistenza con cui ha difeso la tesi che il fumetto debba essere una forma d'arte autonoma e per come ha sempre impedito che Calvin e Hobbes fossero personaggi commercializzati in qualsiasi altro modo.
Una convinzione che gli è probabilmente costata milioni di dollari e che spiega anche perché la striscia non sia mai diventata un cartone animato o altro.
Con l'eccezione dei libri e di due rarissimi calendari, tutti gli articoli che ritraggono i personaggi di Calvin e Hobbes non sono mai stati autorizzati, e anzi, minacciati di ritorsioni legali, alcuni produttori li hanno ritirati o hanno sostituito i personaggi.

In ogni caso, nel 2013 a Watterson viene dedicato Dear mr. Watterson, un film documentario che ripercorre la sua carriera e ovviamente tutta la produzione di Calvin e Hobbes:

In Italia le strisce di Calvin e Hobbes sono state pubblicate sia sulla rivista Linus che raccolte poi in molti volumi.
Da segnalare è senz'altro Calvin e Hobbes - Tavole domenicali 1985-1995, con l'interessante prefazione scritta dallo stesso Watterson.

P.S. Altri post su racconti, fumetto, cinema, televisione, romanzi ed altro li potete trovare QUI.