Pasquale Frisenda

F come Fumetto (30): 'Yellow Kid' di Richard Felton Outcault (1894)

Brevi segnalazioni su singole storie, albi, libri e serie rigorosamente a fumetti.

30/11/2016
F come Fumetto (30): 'Yellow Kid' di Richard Felton Outcault (1894)

Yellow Kid di Richard Felton Outcault (The Yellow Kid - USA - 1894/6)

"Anche se è evidentemente un bambino, deve essere passato attraverso le principali esperienze della vita nel corso dei suoi primi mesi. E' piccolo, ma ha un'aria importante. Ha un testone calvo, le orecchie a sventola e una faccetta saggia, vagamente orientale: guarda diritto negli occhi del lettore con un sorriso enigmatico, interrogativo, metà timido e metà spavaldo, come se capisse fin troppo bene gli straordinari avvenimenti che si svolgono attorno a lui."
(Colton Waugh, da The Comics)

The Yellow Kid è considerato convenzionalmente il primo, vero fumetto, ma già prima della comparsa del personaggio di Richard Felton Outcault erano apparsi, su numerose riviste di varie nazionalità, altri racconti che avevano molte o tutte le caratteristiche in seguito divenute tipiche del linguaggio fumettistico.
Ma immagini commiste o meno ad un testo scritto, finalizzate a narrare qualcosa, sono sempre esistite, sin dall'antichità, e per tali ragioni è da tempo in corso un'accesa discussione sulle origini del fumetto.

Nato come personaggio all'interno della serie At the circus in Hogan's alley (un imprecisato quartiere periferico di una grande città americana), Mickey Dugan, meglio noto come Yellow Kid, è un bambino calvo, goffo, che è vestito di una camicia da notte lunga e gialla e che risulta molto simpatico (anche saggio, per la sua età).
Mentre il protagonista aveva i dialoghi scritti sul suo camicione (erano quasi sempre espressioni gergali e volutamente sgrammaticate), gli altri personaggi si esprimevano attraverso frasi scritte invece all'interno di cartelli (come quelli che appaiono durante una protesta di strada).
Il 25 ottobre 1896, nella celebre prima tavola della serie pubblicata sul New York Journal e intitolata The Yellow Kid and his new phonograph, il personaggio si esprimerà per la prima volta attraverso un balloon (anche se il primo balloon, che scaturisce da un pappagallo che dice: Sic em towser, apparve su una tavola datata 16 febbraio 1896).
Il fumetto riscosse davvero un grande successo (i giornali su cui fu pubblicato aumentarono considerevolmente le vendite).

Alla fine dell'800 la stampa americana è concentrata nelle mani di due grandi magnati: William Randolph Hearst e Joseph Pulitzer.
Le prime strip dell'opera di Outcault comparvero in maniera occasionale sulla rivista Truth (edita da Pulitzer) tra il 1894 ed il 1895, inizialmente in bianco e nero.
Nel maggio del 1895, bloccati da uno sciopero, alcuni tipografi avviarono comunque le rotative e tinsero di giallo il camice del personaggio sul supplemento domenicale a colori del New York World (sempre di Pulitzer): da quel giorno il giallo fu il colore dei cosiddetti "crumiri", oltre che di Yellow Kid, ovviamente.
Grazie ad un contratto più vantaggioso, Hearst convinse Outcault a passare a lavorare per le sue pubblicazioni, e, dal 25 ottobre 1896, le strisce di The Yellow Kid cominciarono ad apparire sull'American humourist, supplemento domenicale a colori del New York Journal.
Sfruttando le ambigue leggi allora vigenti sul diritto d'autore, Pulitzer, da parte sua, non si diede per vinto e ingaggiò il disegnatore George Luks per continuare a disegnare la strip sul suo quotidiano: per un certo periodo, quindi, i lettori si ritrovarono due serie diverse di Yellow Kid, su due giornali in agguerrita competizione tra loro (ma entrambe le serie termineranno nel 1898).

Ai colpi bassi tra editori si aggiunse inevitabilmente la politica: l'ingenuità "proletaria" di Yellow Kid conquistò il pubblico ma non piacque alla borghesia, che deplorò il connubio fra Hearst e quegli "straccioni", chiedendo e ottenendo il licenziamento di Outcault.
L'autore si adeguò sostituendo, nel 1902, il piccolo Kid con Buster Brown (un monello un po' più rassicurante del precedente personaggio, in Italia arrivato con il nome di Mimmo Mammolo. Il nome Buster deriva invece dalla popolarità di Buster Keaton, all'epoca ancora bambino ma già attore nei vaudeville), che gli consentì di tornare a lavorare per Hearst.
Nel frattempo, i comics (come vengono comunemente chiamati i fumetti in America, e questo a causa della loro originaria funzione, cioè di essere letture di veloce intrattenimento e possibilmente umoristiche) facevano strada, e ad affiancare i personaggi di Outcault arrivarono altri "monelli di carta" che sono diventati dei classici, come: Katzenjammer kids di Rudolph Dirks (del 1897, in Italia noti come Bibì e Bibò), il celebre Little Nemo di Windsor MacKay (del 1905), Jiggs e Maggie di George Mc Manus (del 1913, in Italia Arcibaldo e Petronilla) e tanti altri, e qui non si può non citare almeno anche i Peanuts di Charles M. Schulz (1950), fino ad arrivare poi agli eroi più noti e simbolo dell'avventura a fumetti, come Mandrake (1934) e Phantom (1936) di Lee Falk, disegnati rispettivamente da Phil Davis e da Raymond "Ray" Moore, Tarzan, la serie edita dal 1929 e ispirata ovviamente al famosissimo personaggio di Edgar R. Burroughs, Flash Gordon di Alex Raymond (1934) o Terry e i pirati di Milton Caniff (1934), e solo per nominarne alcuni, ma questa è una lista di nomi che potrebbe essere quasi infinita.

Come si vede, fin dalle sue origini la storia del fumetto è stata abbastanza tormentata, sempre in bilico tra sana pulsione creativa, operazione commerciale o mero utilizzo propagandistico (anche politico, e il mezzo in sé o molti personaggi saranno spesso bollati sia come comunisti che come fascisti, a seconda di punti di vista o bisogni del momento).

Qui potete trovare due video, dedicati rispettivamente a Yellow Kid e alla nascita dei comics:

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