Pasquale Frisenda

Settima arte (32): 'L'invasione degli Ultracorpi' di Don Siegel (1956)

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19/05/2017
Settima arte (32): 'L'invasione degli Ultracorpi' di Don Siegel (1956)

L'invasione degli Ultracorpi di Don Siegel (Invasion of the body snatchers - USA - 1956)

Sceneggiatura: Daniel Mainwaring e Richard Collins (revisionata da Sam Peckinpah e dal produttore Walter Wanger), tratta dall'omonimo romanzo di fantascienza di Jack Finney uscito nel 1955 (pubblicato in Italia anche come Gli invasati).

Con: Kevin McCarthy, Dana Wynter, Larry Gates, King Donovan, Carolyn Jones, Jean Willes, Ralph Dumke, Virginia Christine, Tom Fadden, Kenneth Patterson, Guy Way, Eileen Stevens, Beatrice Maude, Jean Andren, Bobby Clark, Everett Glass, Dabbs Greer, Marie Selland, Sam Peckinpah, Whit Bissell, Richard Deacon.

"A Santa Mira, una piccola città degli Stati Uniti, si verificano strani episodi. Alcuni abitanti sembrano affetti da una forma d'isterismo che impedisce loro di riconoscere parenti e amici più intimi. Il dottor Miles Bennell, che ha occasione di esaminarne alcuni casi, non riesce a spiegare la causa del fenomeno, finché l'esame di un cadavere rinvenuto nella casa di un suo caro amico, Jack Belicec, desta in lui allarme; dalla fisionomia, il corpo trovato sembra proprio quello di Belicec, ma quando Bennell l'osserva più attentamente non scopre alcun segno della vita passata, nessuna ruga, né ferita, né sangue, come se fosse un corpo appena apparso e in "formazione". L'inquietudine del medico non viene però capita da altri suoi concittadini, tra cui il capo della polizia e un eminente psichiatra della zona, che sminuiscono i suoi dubbi. Ma quando altri corpi simili a quello già trovato vengono rinvenuti in casa della sua donna e di nuovo a casa di Belicec, il dottor Bennell capisce la loro origine e diventa consapevole che un'orrenda e pazzesca invasione è in atto..."

Film prodotto in un periodo dove Hollywood puntava decisamente sui kolossal in technicolor, L'invasione degli Ultracorpi fu invece realizzato nel classico bianco e nero e a basso costo da una piccola casa di produzione, la Allied Artists (fondata da Walter Wanger, famoso per aver finanziato alcuni film di Alfred Hitchcock e per diverse grandi produzioni negli anni '30 e '40, caduto poi in disgrazia per vicissitudini personali. Tra i primi film finanziati dalla nuova realtà produttiva c'è proprio un film di Don Siegel, Rivolta al blocco 11, che cementerà la fiducia del produttore verso il regista).
All'uscita nelle sale, il film dovette accontentarsi di modesti incassi, ma nel tempo si è guadagnato la qualifica di film culto ed è ormai considerato come uno dei capolavori della fantascienza cinematografica degli anni '50.

Caratterizzato dalla pressoché totale mancanza di effetti speciali (eccettuati i famosi baccelloni), dovuta al budget irrisorio messo a disposizione a Siegel, il forte climax di tensione presente è costruito solo attraverso la creazione delle sinistre atmosfere che pervadono la pellicola e l'ottima regia costruita per narrare l'insieme, composta da riuscite inquadrature ed un notevole uso delle luci.
L'epilogo pensato da Siegel non prevedeva poi alcuna prospettiva fiduciosa per il genere umano: il regista avrebbe voluto infatti terminare il film con gli ultracorpi che prendono il posto di tutti i cittadini di Santa Mira e il protagonista disperato che, puntando il dito verso il pubblico, esclamava: "Tu sei il prossimo!", ma la produzione gli impose una conclusione più ottimistica.

Con una sceneggiatura praticamente perfetta a disposizione, tanto è asciutta, concreta ed essenziale, Don Siegel da forma ad una suggestiva parabola, molto inquietante e ambigua.
Al film furono date, senza mai ricevere riscontro dall'autore, diverse letture politiche: fu interpretato sia come un manifesto anticomunista (con l'Unione sovietica dipinta negli states come preda di un'ideologia che rende tutti i cittadini simili e indistinguibili) sia antimaccartista (gli anni erano quelli immediatamente successivi alla "caccia alle streghe" scatenata dal senatore Joseph MacCarthy contro i comunisti e i presunti comunisti nel mondo dell'arte e dello spettacolo statunitense e, nel film, quel clima parossistico è facilmente avvertibile), e se la prima parte sembra dar ragione ai primi, il finale appare appoggiare l'idea dei secondi, ma Siegel, molti anni dopo, affermò: "Né lo sceneggiatore e né io pensavamo a un qualunque simbolismo politico. Nostra intenzione era attaccare un'abulica concezione della vita".
Nella pellicola può intravedersi anche un sottile spunto di riflessione critica sulla modernità, dove la tecnologia porterebbe ad una lenta ma progressiva disumanizzazione degli individui, rendendoli insensibili e cinici, e dove l'omologazione dello stile di vita assorbe l'essere umano all'interno di una folla indistinta (non è un caso che, oltre che per comprensibili necessità narrative, la storia si svolga in una piccola cittadina, non ancora caduta preda del consumismo già presente in buona parte degli Stati Uniti).

Don Siegel, da grande artigiano della macchina da presa qual era, nonostante il ristretto budget avuto a disposizione (300mila dollari), riesce comunque a costruire e ad offrire una storia che può essere intesa a vari livelli, oltre che essere un vero gioiello di suspense.
Citato e ripreso in molti altri film, telefilm, cartoni animati e fumetti, L'invasione degli Ultracorpi ebbe diversi sequel, di volta in volta aggiornati (anche tecnicamente) ai tempi in cui sono stati prodotti, tra cui l'ottimo Terrore dallo spazio profondo (1978) di Philip Kaufman, con Donald Sutherland come protagonista e dove Don Siegel e Kevin McCarthy (l'attore protagonista del film originale) appaiono in due camei (nel film è ripreso con forza il tema dell'alienazione prodotto dalla società consumistica); l'interessante Ultracorpi - L'invasione continua (1993) di Abel Ferrara; e il dimenticabile Invasion (2007) di Oliver Hirschbiegel con Nicole Kidman e Daniel Craig come protagonisti.

Nel 1994 il film è stato scelto per essere conservato nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.

Qui trovate una parte del film:


Buona visione!

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