Nella prestigiosa cornice del Politecnico di Milano è stata presentata la mostra '
Diabolik tra scienza e fantascienza' (architettura, design, invenzioni scientifiche e ingegneristiche nel fumetto - dal 19 al 25 aprile, aperto anche nel week end) alla presenza di 3 mostri sacri del dietro le quinte del 'Re del Terrore': Mario Gomboli, autore di Diabolik, direttore della casa editrice Astorina e anche laureato del Politecnico di Milano, il disegnatore Giuseppe Palumbo e lo sceneggiatore
Tito Faraci.
I 3 costituiscono un team affiatato, così tra una battuta e l'altra, un retroscena e un disegno in diretta di Palumbo si è trovato il tempo di approfondire quello che c'è dietro la creazione di una vera e proprio icona del fumetto che fra pochi mesi compierà 50 anni di onorabile servizio.
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Io nasco fumettista - ha esordito Gomboli -
e devo dire che con i fumetti di Diabolik, nel 1967, mi pagavo le rette proprio del Politecnico. Le sorelle Giussani, ideatrici del personaggio, erano due signore della buona borghesia milanese con il classico buon gusto tipico di una certa cultura, legato all'arredamento, all'abbigliamento, tutto riferito ad una certa corrente di pensiero. Erano due geniali creatrici di storie ma sicuramente non avrebbero passato l'esame di geometra del primo anno, a livello della capacità di meccanica delle cose. Hanno però azzeccato perfettamente la scelta dei costumi dei personaggi, il look e la scelta dell'automobile, la famosa Jaguar'.
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Diabolik ha, in ogni numero - continua -
almeno un trucco o un pizzico di creatività. Prima del tempo, nel '67, già usava il laser, ma non usa il computer, che nel fumetto non rende bene dal punto di vista spettacolare'.
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Quella dei trucchi di Diabolik, a volte anche due o tre per numero, è uno dei momenti più difficili - ha detto Tito -
Di solito passo la palla a Mario direttamente, perchè oltre ad essere incredibilmente anti-economici, devono sembrare assolutamente verosimili. Molto spesso mi chiedo se funzionerebbe o meno, il trucco che sto usando. Diabolik comunque è un fumetto molto logico, è una complessa equazione che alla fine deve stare in piedi. Le scienze che fanno capolino in Diabolik sono tantissime, forse solo la geografia non appare. La serie infatti è ambientata a Clerville e nessun paese, a parte il Sudafrica, è stato mai citato'.
Di seguito la cartolina distribuita alla mostra:
