Pasquale Frisenda

Ivo Milazzo - Un segno per un antieroe

Uno dei papÓ di 'Ken Parker', personaggio entrato in profonditÓ nel cuore dei suoi lettori, e disegnatore di rara capacitÓ e bravura, capace come pochi di raccontare attraverso il disegno.

21/06/2011
Ivo Milazzo - Un segno per un antieroe

Personalmente considero Ivo Milazzo un disegnatore di rara capacità e bravura e con caratteristiche anche uniche nel panorama del fumetto, sia presente che passato.

Vero Maestro del bianco e nero, degno erede di gente come Milton Caniff o Alex Toth, ma anche dei suoi riferimenti più diretti, tipo Ferdinando Tacconi e Gino D'Antonio, nelle sue tavole, grazie ad una ricerca iconografica non proprio comune, Milazzo mette in scena degli ambienti sempre plausibili e realistici, permettendo ai suoi lettori di respirare le esatte atmosfere del periodo che sta descrivendo e questo grazie anche al suo stile e al suo tratto raffinato, di derivazione impressionista, sempre sensibile alle esigenze dei personaggi e della storia che sta disegnando (e si passa dalle sconfinate praterie della fine dell'800 alla main street di una cittadina del West; dalle fumose città americane degli anni '30 popolate da gangster e pupe a quelle che abbiamo sotto gli occhi oggi; dall'intricata foresta delle Filippine a quella amazzonica; dalle imponenti città degli Incas alla Genova del 1960; niente sembra essere davvero fuori portata per questo autore, che imprime il suo autoriale segno con decisione e in ogni circostanza).

Ma, in più, Ivo Milazzo riesce come pochi (forse come nessun altro) a farli recitare i suoi personaggi, rendendo spessissimo superfluo qualunque dialogo (e ogni sceneggiatore sa cosa significa avere un disegnatore così abile a disposizione), evidenziando non solo le espressioni canoniche (rabbia, felicità) ma ogni tipo di possibile via di mezzo, arrivando a comunicare al lettore anche le sfumature dello stato d'animo dei vari personaggi che ritrae, quello che sentono dentro di loro o quello che stanno magari solo pensando, rendendoli dunque non più solo "esseri di carta", ma, anzi, incredibilmente vivi.

Molti sono i suoi lavori dove questa sua abilità è evidente, ma qui segnalo almeno il volume speciale di "Ken Parker" intitolato "Il respiro e il sogno", che raccoglie quattro celebri storie mute (cioè completamente prive di qualsiasi dialogo) dell'antieroe per antonomasia del fumetto italiano, oppure "La ballata di Pat O'Shane", "Apache", "Lily e il cacciatore" e "Uomini bestie ed eroi" - tutti albi sempre della serie di KP - o il volume dedicato ad un altro suo personaggio, "Marvin il detective", o ancora "L'Uomo delle Filippine", lo splendido contributo dato da Milazzo alla storica collana "Un uomo un'avventura", pubblicata tra la fine degli anni '70 e i primi anni '80 dalla Cepim di Sergio Bonelli.

Tutti caldamente consigliati a chi vuole scoprire e farsi sorprendere ed emozionare dall'enorme capacità narrativa di questo Maestro del fumetto.

Nato a Tortona nel 1947, Milazzo si trasferisce giovanissimo in Liguria, crescendo artisticamente sotto la guida di Luciano Bottaro, Carlo Chendi e Giorgio Rebuffi, i fondatori dello Studio Bierrecì di Rapallo.
È qui che, tra una storia Disney e l'altra, realizzate sempre in collaborazione con Bottaro (come "Zio Paperone e la scomparsa di Paperopoli" e "Paperino e il safari fotografico", entrambe del 1973), conosce Giancarlo Berardi, col quale realizzerà da li a poco una serie di brevi racconti a fumetti, tra cui "Il Cieco" per la rivista "Horror" della Sansoni.
I due autori continueranno a produrre un buon numero di storie, fino a che, nel 1974, decidono di creare un nuovo personaggio per la mitica "Collana Rodeo" (contenitore di ristampe e storie nuove pubblicata sempre dall'editoriale Cepim): "Jedediah Baker", un introverso trapper dalle fattezze simili a Robert Redford (il nome scelto è un omaggio al "Jeremiah Johnson" dell'omonimo film del 1972 diretto da Sydney Pollack e interpretato proprio da Redford, arrivato in italia come "Corvo rosso non avrai il mio scalpo").
Il personaggio piace molto all'editore, che decide di non pubblicarlo come numero singolo nella "Collana Rodeo", ma, cambiatogli il nome nel più evocativo "Ken Parker", lo lancia direttamente in una serie a lui intitolata: è il giugno 1977 e KP continuerà le pubblicazioni fino al 1984, dopo cinquantanove uscite (non proprio regolarissime in edicola, a causa delle difficoltà realizzative avute dai vari autori coinvolti in quella inedita e anomala collana).
Nella serie e nella gestione del personaggio, Berardi e Milazzo vengono supportati da nomi di primo piano del fumetto italiano, come gli sceneggiatori Alfredo Castelli e Tiziano Sclavi, i maestri del fumetto western (ma non solo, ovviamente) Giorgio Trevisan, Renato Polese e Renzo Calegari, e l'allora giovane promessa ma già di grande talento Carlo Ambrosini.
Gli autori cercheranno di proporre sempre storie imprevedibili, senza avere paura di sperimentare nuove soluzioni, sia grafiche che narrative.
Proprio grazie a quell'intento, KP si segnalerà come una delle serie più valide di sempre oltre che una delle migliori figure di antieroe della storia del fumetto.

Negli anni successivi, Milazzo collabora, sempre in coppia con Berardi, con riviste come "Il Giornalino", "Skorpio", "Lanciostory" e l'indimenticabile "Orient Express" (dove riprenderanno le avventure di "Ken Parker", ma verrano pubblicate anche molte storie brevi, tra cui "Una strana coppia", sul n.2, "Dov'è Laura", sul n.3, "Vecchio frac", sul n.14, "Jane, sweet Jane", sul n.21, e "L'ultimo samurai", sul n.22).
Tra i titoli del duo Berardi-Milazzo vanno segnalati poi senz'altro anche "Tiki" (dove il protagonista è un giovane indio amazzonico), alcuni brevi racconti western per la serie "Welcome to Springville", "Tom's bar" (uno dei suoi lavori più suggestivi), l'incompiuto "Giuli Bai" e il già citato "Marvin il detective".
Nel 1985, con la chiusura di "Orient Express", Berardi e Milazzo iniziano un'intensa collaborazione con un'altra rivista, "Comic Art", che consentirà loro di riprendere vecchi personaggi e continuare le pubblicazioni delle nuove avventure di "Ken Parker", iniziate su OE.
Nel 1989, Milazzo ritorna a collaborare con la Bonelli per il poliziesco "Nick Raider", e su testi di Claudio Nizzi disegna l'episodio n.5, "Omicidio al Central park", e il n.22, "Jimmy e Juanita".



Nei primi anni '90, Berardi e Milazzo riportano invece in edicola il loro eroe più celebre e, sotto l'etichetta della Parker editore, nasce il "Ken Parker magazine", una rivista contenitore che oltre a proporre le nuove storie di KP presenterà anche altri fumetti e autori, sia classici che moderni.
La rivista ha vita comunque breve (nonostante il fatto che la Sergio Bonelli Editore la rilevi e tenti di rilanciarla).
Nel 1999 esce in edicola "Sangue sul Colorado", lo speciale di "Tex" che Milazzo firma su testi di Nizzi.
Nello stesso anno dell'uscita del texone, il disegnatore entra a far parte dello staff creativo della serie "Magico Vento", restando così nelle atmosfere del fumetto western fino al 2004, quando lascia la serie di Gianfranco Manfredi per dedicarsi a progetti indipendenti come "Impeesa - La grande avventura di Baden Powell", scritto da Paolo Fizzarotti e dedicato al fondatore dei boy-scout, ed "Il Boia rosso", volume scritto da Francesco Artibani.

Nel 2009 ha realizzato un'opera insolita per un disegnatore di fumetti, illustrando la Pentecoste e il ciclo de "I frutti della Resurrezione" nella chiesa La Resurrezione a Rimini.
I dipinti sono stati realizzati ad acquarello su carta, digitalizzati, stampati nelle dimensioni volute e trasferiti sulla parete.
Il ciclo si compone di tredici quadri ispirati alla figura del sacerdote che ha retto la parrocchia dal 1968 al 2005.
La sua più recente fatica a fumetti è invece il volume "Uomo Faber", su testi di Fabrizio Calzia, una graphic novel dedicata alla vita di Fabrizio De Andrè, pubblicata nel 2010 da De Agostini e in anteprima con la Repubblica e L'Espresso, ed è in uscita nel 2014 il volume "Un drago a forma di nuvola", scritto da Ettore Scola.

E' attualmente al lavoro su nuove opere, sia per il mercato italiano (la tanto attesa e conclusiva storia della saga di KP) che per alcuni editori statunitensi, ma va certamente ricordato anche il suo impegno profuso nell'AI, l'Associazione Illustratori, a salvaguardia dei diritti di chi si muove professionalmente nell'ambiente del fumetto, dell'illustrazione, della grafica e dell'animazione.

Qui sotto trovate una galleria (in slideshow) delle copertine realizzate da Ivo Milazzo per "Ken Parker", un personaggio che è stato capace di entrare in profondità nel cuore dei suoi lettori e che molti ancora rimpiangono:

Buone letture e, intanto, buona visione!

P.S. Altri post su fumetto, illustrazione, cinema o altro li potete trovare QUI.