Davide Barzi

The Long run of Long Wei

Diego Cajelli ci svela i retroscena del fumetto in uscita a marzo

22/01/2013
The Long run of Long Wei

Long Wei, “il primo eroe di quartiere del fumetto italiano”. Se (ahi ahi) non lo conoscete vi rimando alla pagina Facebook  e a Google. Siccome abbiamo ospite Diego Cajelli, mi sembra scortese farlo aspettare mentre facciamo lunghe presentazioni. Se poi, ahivoi, non sapete chi sia Diego, va’ là, date un’occhiata qui.

Bene, per sintetizzare brutalmente, Diego scrive fumetti dalla metà degli anni Novanta, ma il 2013 rappresenta per lui un anno chiave della carriera (la faccio solenne così lui si spaventa): per la prima volta, infatti, arriva in edicola con una testata “creator owned” a distribuzione nazionale e capillare. “L'opera della maturità”, direbbero gli esperti. “Che ansia”, direbbero gli insicuri. Ma Diego ha dalla sua la tranquillità della conoscenza: “Long Wei”, infatti, mescola alcuni degli ingredienti che negli anni il Cajelli nazionale ha dimostrato di conoscere a menadito: azione, arti marziali, spruzzate di ironia, gusto pulp, idee originali. Mescolare con cura a fiamma bassa.

Dopo la presentazione che avrebbe dovuto essere corta ma lo è stata solo fino a un certo punto, passiamo alle domande.

Diego, il pianto e la preoccupazione sono all'ordine del giorno, in qualsiasi ambito produttivo quindi anche in quello editoriale. Tu invece con quale spirito ti accingi ad accompagnare in edicola la testata?

'Un solo spirito: lo spirito guerrier ch'entro mi rugge. Siamo carichi, consapevoli, gasati e concentrati. Se poi le cose non vanno come speriamo, in termini narrativi più che di vendita, penso che dovrò trovare uno bravo per curarmi la depressione. Stiamo investendo molte energie in questo progetto'. 

Quanti numeri saranno? Quali le caratteristiche editoriali?

'Dodici numeri, autoconclusivi ma con una trama orizzontale che li abbraccia tutti. I primi dodici sono ragionati come una stagione televisiva. Al dodicesimo numero, se l'editore vorrà si potrà continuare con un cambio a livello di trama, altrimenti rimane una miniserie con una sua chiusura precisa'.

Un'altra cosa che mi interessa approfondire è il metodo di scrittura. Un sistema che si usa piuttosto poco nel mondo del fumetto è la scrittura a quattro mani. Nel caso di Long Wei accade anche questo. Se tu sei il Bruce Lee della serie, Stefano Ascari è il tuo episodico John Saxon (questa la capiamo in tre, ma c'è sempre wikipedia, nel caso). Come vi dividete il lavoro?

'Io sceneggio, lascio dei buchi, scrivo una scaletta delle tavole che separano una sequenza che ho scritto da un'altra, mando tutto a Stefano. Lui prende, completa, integra. Io riprendo le tavole, uniformo le sequenze, a volte aggiungo, a volte tolgo. E' un reale, appassionante, lavoro a quattro mani. A me il piacere di condurre le danze, ma ho un compagno di ballo molto bravo e professionale. Non tutti accetterebbero il suo ruolo'.

È cambiato il mercato, c'è chi usa bene le nuove possibilità offerte dalla rete e dai social network. Nei mesi precedenti l'uscita vi siete attivati in una serie di iniziative promozionali che mescolano internet all'evento locale. Ci racconti cosa avete fatto e com'è andata, a partire dalla “Operazione Chinatown”?

'Abbiamo abbandonato 10 copie del numero Zero di Long Wei in giro per zona Paolo Sarpi. Fotografando e geottaggando le posizioni degli albi, mettendo poi il tutto sulla pagina Facebook del personaggio. Abbiamo dato appuntamento ai lettori in una libreria lì vicino. Si sono presentati in 5. Cinque lettori che sono usciti di casa e si sono recati nella location dove è ambientato il fumetto per prendersi la loro copie. Su 10 copie, 5 è il 50% . Ora chiamiamo un esperto di marketing e vediamo che cosa ci dice'.

(Luca Genovese)

Puoi già anticipare la prossima mossa promozionale?

'Video. Ma non posso dirti quasi nulla. A parte che saranno tre, con tre concept completamente diversi'.

Qualche anticipazione sui contenuti del primo numero?

'Il titolo in copertina sarà: Il Drago. Il titolo in versione estesa, che si trova nel frontespizio all'interno dell'albo sarà: Il Drago arrivò in un giorno di pioggia. È un numero uno. E non ne posso più di leggere critiche del tipo: i primi numeri sono di introduzione, poi la serie decolla al numero diciordici. Io non ho ottanta numeri a disposizione, ne ho dodici. Devi capire subito, fin dal primo numero se la serie ti piace. Per cui abbiamo fatto un numero uno che parte con il botto. Non devi aspettare metà serie per capire se ti piace o no, lo capisci subito. Adesso. Finita la lettura. Poche balle. È un numero uno, è un pilot, se non ci butti tutte le energie e le figate lì sopra dove le metti?'

A quale target vi rivolgete?

'Non credo che si possa definire chi legge i fumetti come un target da raggiungere. Così come trovo bizzarro parlare di marketing editoriale senza fare dei discorsi scomodi sui contenuti'.

(Gianluca Maconi)

E allora facciamo discorsi scomodi, sui contenuti e anche sulla forma. Cosa c’è dentro Long Wei che il lettore senza bussola e con tante pubblicazioni tra cui scegliere non può trovare da altre parti? E che cosa offre Long Wei nello stile narrativo che da altre parti non si trova?

'Long Wei è un fumetto. Un fumetto nel senso più ampio e pieno del termine. E' un fumetto con tutti i pregi e tutti i difetti del medium in questione. Ne utilizza i linguaggi, le tipicità e il sistema di comunicazione adattandolo al contesto contemporaneo. Anzi. Utilizziamo quel linguaggio cercandone i limiti. Da un punto di vista di tecnica narrativa significa spingersi verso il punto di rottura della tavola, dell'usuale ritmica degli eventi, dei passaggi della scrittura di genere. il tutto cercando di rimanere comprensibili e popolari. Anzi: pop. Che mi piace di più. E' un’opera di finzione, ma al tempo stesso è collocato in un contesto reale e riconoscibile. Non ci interessa raccontare la realtà, o la ricostruzione giornalistica di un fatto. Ci interessa raccontare una storia pazzesca che, al limite della credibilità, sta avvenendo sotto casa tua, e non su un pianeta lontano, o a New York, o ai tempi degli antichi Egizi'.

(Francesco Mortarino)

Appuntamento in edicola quando?

'Marzo!'

(il primo disegno è di Luca Bertelè)