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Mago Oronzo vs Martin Mystère

Mago Oronzo vs Martin Mystère

Report del terzo evento

L'arrivo di Raul Cremona ha riportato tutti in sala per conoscere una persona simpatica, disponibile e colta. E, difficile crederlo, quasi più logorroica di Alfredo Castelli. Ma è stato un piacere rimanere ad ascoltarli.


Parlano quasi tra loro, eppure rendono tutti partecipi e, quasi si fossero preparati in precedenza, riprendono ad argomentare sul compito educativo del fumetto, troppo spesso criticato per inesistenti influenze negative sui ragazzini.

Cremona cita Dampyr, elogiandone il meticoloso lavoro di ricerca e documentazione (un tempo tipico anche di Martin Mystère); Castelli ricorda i lavori di Manfredi, sottolineando poi come questa sia una tradizione della sua casa editrice, visto che già Sergio Bonelli nelle sue storie era stato un grandissimo maestro di documentazione e dunque di diffusione del sapere.


Il dibattito continua e, pur mantenendosi su toni giocosi, affronta gli approfondimenti delle vite di alcuni maghi e delle loro relazioni con il fumetto (Blackstone padre e figlio come ispiratori di Mandrake più dello stesso Mandrake; i cartelloni di Bustelli disegnati da Galeppini; la storia di Mefisto, il nemico di Tex, che da imbonitore diventa un grande e potente mago) e passa poi a trattare i paragoni tra fumetto e cinema dato che sono entrambi mezzi e non generi.


Ed agganciandosi ai film e alla funzione educativa (o meno) di questi e dei fumetti, vengono proiettati 4 minuti del fan film Serbo in quanto descriverebbe, se abbiamo ben capito, la storia di un ragazzo che impazzisce e guardando un albo del suo eroe crede di esserlo diventato. Castelli lo definisce l'apoteosi del kitsch; noi, se possiamo permetterci di dirlo, in ambito di parodie, preferiamo certamente Get A Life!

Dopo il breve filmato (in lingua originale e non sottotitolata), la chiacchierata prosegue con un parallelo fumetto-magia nei confronti delle nuove tecnologie. Castelli e Cremona sono entrambi d'accordo che nulla potrà sostituire la carta, il suo odore, il piacere di sfogliarla. E seppure i supporti elettronici sono spesso utili (specie nell'archiviazione/risparmio dello spazio fisico sulle librerie) l'elettronica ruba l'anima a prestigiatore e libri.


Raul Cremona legge dunque una parte del capitolo Il mago Oronzo incontra Martin Mystère pubblicata nel suo libro del '96 Con la sola imposizione delle mani e conclude con un piccolo ma riuscitissimo gioco di prestigio. Conclude facendo notare che la magia è come un racconto: c'è il gioco, ma c'e' la narrazione, il depistaggio, il falso errore e la soluzione.

 

Il tempo sta per scadere, ma Castelli e Cremona stanno ancora confabulando, chiedendosi se sia più felice un autore/mago quando riesce ad incantare il lettore/spettatore o un lettore/spettatore quando si sente appagato della storia/magia? Raul Cremona non ha dubbi che sia lo spettatore in quanto gode, mentre l'autore fatica, seppure con orgoglio.