Martin Mystère

[Recensione] Almanacco del Mistero 2015 - Saturno contro la Terra

La scheda e le citazioni

05/12/2014
[Recensione] Almanacco del Mistero 2015 - Saturno contro la Terra

Almanacco del Mistero 2015 - Saturno contro la Terra

La storia

Testi: Alfredo Castelli
Disegni: Giancarlo Alessandrini


Terzo episodio di quella che è ormai una serie spin-off: Martin Mystère Anni 30, infatti, è costruita con la tecnica delle strip stories, oltre che dei racconti pulp che omaggia e di cui si nutre l'immaginario proposto da Castelli. Ogni episodio incomincia dove era terminato il precedente, così l'ultima tavola de L'impero sottomarino (pubblicato nell'Almanacco Mistero 2014) viene ripresa e ampliata nelle prime due di Saturno contro la Terra, ove scopriamo che cosa aveva terrorizzato il redivivo Sergej Orloff, sfuggito alla cattura di Travey e Altrove: si tratta di una creatura aliena che, dopo averlo inghiottito, lo trasporta su Saturno.

La sceneggiatura "a strisce", in chiave rivisitata, aggiornata e abilmente mimetizzata, è sempre attuale, come da decenni la Disney dimostra grazie a storie memorabili di autori quali Romano Scarpa e Andrea “Casty” Castellan. Questa narrazione è da sempre una delle predilette, se non la prediletta, di Alfredo Castelli, che su di essa basò buona parte degli elementi migliori del Martin Mystère ("versione originale") dei primi anni, per poi riprenderla nelle avventure steampunk del Docteur Mystère, pubblicate proprio sugli Almanacchi invernali. Come Sergej Orloff prima del restyling degli anni '90 e il maresciallo Radetsky nelle storie quasi-immaginarie del Docteur, il Sergej Orloff versione Anni 30 si salva all'ultimo istante utile e in qualche modo riesce a ritornare nell'avventura successiva, magari trascinandosi qualche menomazione o generica novità che gli permetta di essere di nuovo appetibile al lettore abituale della serie.

Uno degli elementi migliori di questa variante "dieselpunk" del BVZM è proprio Sergej Orloff. In quest'ultimo episodio in particolare, l'utilizzo che ne fa Castelli è l'elemento più intrigante della storia: dimostrando di essere ancora in grado di divertirsi e sorprendersi, Castelli sfrutta l'elemento iconico del Sergej Orloff mascherato, rancoroso e spietato prima per instillare dubbi nel lettore, mostrando il cadavere di una sua copia, e poi recuperandolo nel classico ruolo "alla Ming", più che mai pertinente, dato che l'episodio vuole essere un omaggio a Flash Gordon. In più lo dota di un esercito di robo-Orloff, il cui volto riprende quello di Sergej in chiave "cartoonizzata", trovata decisamente kitsch ma in linea con l'atmosfera alla “Barone di Munchhausen” della serie (possiamo considerare questi Anni 30 come il seguito ideale dei diari del Docteur). Lo stesso vale per le altre "follie" di cui la storia è costellata, da Angie alla spia Saturniana lunatica, con una particolare menzione per Guglielmo Bertone, "l'uomo più colto del mondo", il quale, a ben pensarci, non poteva non essere un collaboratore di Altrove (o del Governo).

Com'è noto (menzioniamo nuovamente i diari del Docteur Mystère), anche nelle storie apparentemente più leggere Castelli non rinuncia mai a costruire un intreccio di una certa complessità. Ma se nell'avventura dello scorso anno (L'impero sottomarino) i fili erano stati districati soltanto con spiegazioni dettagliate e balloons piuttosto pesanti da leggere, in Saturno contro la Terra tutto torna con una puntualità quasi ammirevole (vedasi il tormentone delle caramelle, che nasconde la risoluzione decisiva) e con flashback della lunghezza necessaria.

Per quanto riguarda l'attinenza a quello che sembrava l'omaggio più rilevante dell'episodio, ovvero il fumetto Saturno contro la Terra, scritto da Federico Pedrocchi e Cesare Zavattini e disegnato da Giovanni Scolari, esso si riduce (come peraltro anticipato dallo stesso Castelli nella prefazione) al titolo e al look dei Saturniani. V'è forse un terzo omaggio, ma non è affatto esplicitato: nel fumetto originale i Saturniani (ma anche i terrestri, a dire il vero) si comportano sostanzialmente come dei babbei; i Saturniani di Castelli non sono da meno, ma è perché sono telepaticamente comandati dalla mente di Gorsamsa, un umano trasformato in alieno e dal carattere decisamente frustrato. Il consueto raziocinio di Castelli potrebbe aver risolto un altro mystero, ancorché di carattere ludico!
Lo stesso Sergej Orloff, che non crepa mai, è paragonabile al tenace capo saturniano Rebo, ma lo stesso paragone vale per ogni malvagio delle serie fantastiche dell’epoca. Castelli aveva inoltre già citato questa saga ne "Il leone del Transvaal" (Almanacco del Mistero 2011).

A parte questo, il vero Saturno contro la Terra viene offuscato, nella scala degli omaggi, da altri film e fumetti (ed è un peccato non vedere menzionata, da nessuna parte, la parodia/prosecuzione disneyana della saga di Rebo, realizzata da Carlo Chendi e Luciano Bottaro nel 1960 e negli anni 1990). I Saturniani vengono considerati i veri responsabili della Guerra dei Mondi del 1895, e vengono così fusi con i marziani di H.G.Wells; tale Guerra dei Mondi viene a sua volta fusa con quella inscenata da Orson Welles nel 1938. Quest'ultimo episodio viene meticolosamente ricostruito da Castelli, e inserito mysterianamente in una cospirazione governativa atta a salvare la popolazione a sua insaputa, sulla base di quelle già viste, ad esempio, nello Speciale Ultimatum alla Terra.
L'omaggio principe, ad ogni modo, è al fumetto Flash Gordon e al lavoro di Alex Raymond, cui sono dedicati anche il Dossier principale firmato Graziano Frediani e Maurizio Colombo. Ma non sono pochi nemmeno gli echi di John Carter di Marte (di nuovo "fuso" con Saturno in questa rivisitazione).

Le citazioni, gli omaggi e i rimandi non si fermano qui. Senza avere la pretesa di vincere il "concorso" indetto da Castelli nella rubrica che anticipa il fumetto, ecco un elenco (in ordine di comparizione) di quelli che abbiamo identificato:

- l'ispettore Travey (a pagina 37), già apparso nei precedenti episodi, è modellato su Dick Tracy, creato da Chester Gould nel 1931.

- l'uniforme indossata da Martin (pag.39-43) ricorda quella di Adam Strange, noto fumetto della DC Comics.

- Il dottor Kopak menzionato da Martin (a pagina 40) è il dr. Kalla Kopak, scienziato amico di Brick Bradford.

- Il professor Zarkov (a pagina 42) è Hans Zarkov, lo scienziato che convinse Flash Gordon ad andare su Morgo.

- l'Overland Sedan (a pagona 43) è l'auto-tipo degli anni '30, prodotta dalla Willys.

- La battuta di Angie "Ho sposato un mostro venuto da Saturno" (a pagina 46) rimanda al film Ho sposato un mostro venuto dallo spazio (I married a monster from outer space, di Gene Fowler, 1958).

- Il "Buck" (a pagina 46) partner di Angie nel film è Buck Rogers. "Due facce" potrebbe essere un richiamo, oltre che alla natura dell'attore che interpreta il Saturniano, al celebre nemico di Batman.

- nel film i Saturniani hanno un terzo polmone (a pagina 47), come i Klingon di Star Trek.

- il regista del film cui lavora Angie, Wood D. Edwards (a pagina 48), è Edward D. Wood, considerato il peggiore regista di ogni tempo (o il regista del film più brutto di ogni tempo, Plan 9 from outer space). C’è anche un possibile richiamo a Blacke Edwards, regista fra l’altro de La pantera rosa.

- "Ramon Raquello e la sua orchestra", "La cumparsita", gli annunci e parte del testo di Whales (a pagina 52 e seguenti) provengono dal testo de La Guerra dei Mondi di Orson Welles, trasmesso il 30 Ottobre 1938.

- Orton Whales (a pagina 55) è ovviamente Orson Welles, regista di Quarto Potere (Citizen Kane, 1941) e monumento della cinematografia.

- la forma delle navi volanti (a pagina 57) ricorda quella degli scudi di Jeeg Robot d’Acciaio (Kotetsu Jeeg).

- la sconfitta dei Saturniani nella prima invasione (a pagina 61) richiama quella dei marziani in La Guerra dei Mondi di H.G.Wells (la causa è la stessa).

- Edison e Tesla (a pagina 67) erano effettivamente concorrenti.

- Wedison Eastinghouse (a pagina 71) è un incrocio tra Edison e Westinghouse, concorrenti nella Guerra delle Correnti del 1880.

-."Marvin Riddle" (a pagina 80) era un imprenditore del carbone, ma nel fumetto viene inteso come periodico stile National Enquirer (??)

- i pomodori Juanita (a pagina 81-82) sono una variante di pomodoro.

- la canzone cantata da Angie (a pagina 82) per i pomodori Juanita è il celebre jingle della banana Chiquita.

- il Filzlaus (a pagina 85) è il nome tedesco dello Pthirus pubis, ovvero il pidocchio da pube, più comunemente noto come la piattola.

- la prima invasione dei Saturniani è avvenuta nel 1897 (a pagina 89), anno di uscita del romanzo La guerra dei mondi di Wells.

- il rimando agli "alieni ad Hoboken", New Jersey, ci è sconosciuto. La località è nota per l'alto afflusso immigratorio, e la battuta potrebbe nascondere un qualche riferimento a qualche modo di dire del luogo ( alien” in inglese è usato comunemente per indicare lo “straniero”). Oppure potrebbe semplicemente essere un rimando a David Higgins, artist-abductee di Hoboken e ritrattista di alieni e "ufini" cui sono state dedicate più esposizioni.

- Guglielmo Bertone, "l'uomo più colto del mondo" (a pagina 94), interpretato da Alberto Sordi, è il celebre protagonista dell'episodio Guglielmo il dentone, terzo segmento del film I complessi di Dino Risi (1965).

- Il signor Vance, il capitano Chan, il signor Poirot e la signora Marple (a pagina 95) sono Philo Vance di S.S. Van Dine, Charlie Chan di Earl Derr Biggers, Hercule Poirot e Miss Marple di Agatha Christie, noti detective del mondo letterario.

- l’influenza del Wold Newton Universe da cui scaturisce l’intera saga porta a queste immancabili rivelazioni: Flash Gordon e Doc Savage (a pagina 97), come già Buck Rogers in precedenza, nell'universo creato da Castelli sono personaggi realmente esistenti, ma dalla fama così enorme da essere diventati anche eroi di fiction.

- John Carter di Marte (a pagina 98) è l'eroe creato da Edgar Rice Burroughs.

- Ritornano gli scienziati Kapok e Zarkov, già nominati in precedenza, e affiancati dal prof. Huer, comprimario dei fumetti di Buck Rogers.

- il robot scalciato da Martin a pagina 102 assomiglia molto a Bender di Futurama.

- "Gorsamsa" (pagine 104-107) assomiglia molto ai brain bugs di Starship Troopers.

- il nome Gorsamsa è una contrazione di Gregor Samsa, il nome del protagonista di Le metamorfosi di Franz Kafka. Entrambi sono uomini trasformati in insetti (alieno nel fumetto).

- a pagina 108, Orloff cita la "settima legge della fantascienza", che richiama le tre leggi della science fiction di Arthur C. Clarke (la wiki umoristica Uncyclopedia ne propone invece otto). Nel farlo, menziona Fanteria dallo spazio, la Morte Nera di Star Wars e Indipendence Day.

- lo Starmate 1.01 (pagine 112 e 116) è ovviamente lo Stargate, nella sua versione base.

- le caramelle Wham (a pagina 114) esistono realmente, anche se sono state introdotte negli anni 1980 e non sono a forma di salvagente.

- anche le Line Savers (a pagina 118) esistono realmente. Si chiamano Life Savers ("salvagenti") e non appartengono alla Wham.

- i rocket men (a pagina 121) richiamano il supereroe Rocketeer, creato nel 1982 da Dave Stevens in omaggio agli eroi pulp.

- la "Zona Esagonale" (a pagina 126) richiama la Zona Fantasma dei fumetti della DC Comics, la quale è però rappresentata di forma quadrata. La forma dell’esagono deriva invece dalla mytologia mysteriana.

- Orton Whales non ha poi diretto "La bella Ubalda" (a pagina 128). In compenso, Mariano Laurenti ha diretto "Quel gran pezzo dell'Ubalda..." (1972), ma senza Angie.

- Angie e Diana imitano le gemelle Kessler (a pagina 128) accompagnando Bertone come nel finale del già citato Guglielmo il dentone.


Arte
L'arte di Alessandrini rientra nei consueti canoni dell'autore, ormai contraddistinti da un'alternanza di vignette pressoché perfette e di altre più sciatte e meno rifinite. Particolarmente indovinato il volto dei robo-Orloff e simpatica ma inquietante (dunque riuscita) la riproduzione del volto di Sordi/Bertone. La Diana di Alessandrini sembra sempre più vecchia e imbolsita di quella di altri autori, almeno quando la disegna qualche suo assistente.


Attualità e Dossier

Le sezioni Libri e Film e i Dossier rientrano nella norma dei precedenti Almanacchi. La sezione Telefilm invece vacilla (di proposte mysteriose ve ne sono molte, ma non sono quelle menzionate) e la rubrica dedicata ai fumetti potrebbe essere ampliata, magari usando lo spazio di quella dedicata ai Film (in un Almanacco del Mistero è più pertinente leggere di fumetti mysteriosi che di film di supereroi).


Conclusioni

La cura e il divertimento che traspaiono da questo spin-off "immaginario" ideato, scritto e curato da Alfredo Castelli non possono non far rimpiangere un analogo trattamento per la serie bimestrale di Martin Mystère. Se non direttamente, almeno per interposta persona: Castelli sa ancora maneggiare benissimo la materia narrativa e la struttura seriale, ma se non ha più voglia di farlo sul bimestrale, che lo "insegni" agli altri autori e li coordini. Alla fine, per chi non è direttamente appassionato all'epoca in cui la serie è ambientata, questi Anni 30 possono offrire motivi di interesse soltanto per l'umorismo e per il ritmo da strip story, il quale non è solo sinonimo di nostalgia ma anche di profonda conoscenza del medium. Questo Almanacco dimostra da una parte che la classe del Maestro c'è ancora (gli ultimi due albi regolari scritti da Castelli non davano questa impressione), e dall'altra che è fondamentale che sia sfruttata nel modo giusto e non per operazioni fini a sé stesse.


Parliamo di noi

L’avventura finale dell’attuale arco narrativo di Get a Life! (iniziato più o meno con “La prima volta di Mark”) vedrà Martin Mystère svelare l’origine degli spin off quali Anni 30 e Martin Mystery: metaforicamente parlando, essi saranno anche universi paralleli autonomi, ma non potrebbero esistere senza l’operato del “vero” Martin!