Martin Mystère

[Recensione] Martin Mystère presenta: Numeri immaginati

Albetto allegato al MM Special 28

22/07/2011
[Recensione] Martin Mystère presenta: Numeri immaginati
Soggetto e sceneggiatura di Alfredo Castelli

Disegni di Alfredo Orlandi, Lucio Filippucci e Antonio Sforza

Se l’albo principale è eccellente, l’albetto allegato è addirittura mind-blowing, per dirla con gli inglesi. In poche parole: la Biblioteca di Babele di Borges rielaborata in chiave informatica, matematica e fisica.

Magari ai più questa presentazione potrà suonare come una noia mortale, foriera di una tempesta di sbadigli, ma per il già citato lettore-tipo questo albetto è un ritorno agli antichi fasti della serie: si tratta infatti di una delle più classiche speculazioni intellettuali di Alfredo Castelli, qui in forma smagliante. Una di quelle storie senza tempo, capaci di essere attuali ogni volta che vengono rilette, ma anche e soprattutto di trascinare il lettore nel complicato meccanismo di invenzioni, riflessioni ed enigmi che lo scrittore ha imbastito appositamente per lui: la classica sfida che il lettore-tipo attende con ansia, insomma.

Gli immancabili Angie, Dee e Kelly sono ovviamente la chiave per questa ennesima sarabanda di mondi possibili e impossibili, conoscenza e cultura non fini a loro stesse, paradossi, enigmi impossibili e risoluzioni ironiche. Già, perché nonostante questi albetti allegati siano a tema libero ed esistano solo da pochi anni, anche qui comincia a delinearsi una formula tradizionale!

Riprendendo il tema delle citazioni di serie animate più o meno note, rileviamo che The Simpsons viene citata da Castelli nelle introduzioni di entrambi gli albi.
Sarà un caso? Non lo sappiamo, ma di certo il computer Monkeyshine non può non ricordarci che il signor Burns ospita effettivamente nella sua magione un esercito di scimmie incatenate a macchine per scrivere, tutte freneticamente al lavoro per raggiungere l’evento statistico della stesura casuale di un’opera di Shakespeare.

L’arte del mostro sacro Filippucci e di Orlandi spicca in maniera notevole anche in questo albetto, eclissando i più modesti ‘artigiani’ Sforza e Torti. Sarebbe forse il caso di invertire i rapporti e di presentarci, fra un anno, un Speciale disegnato interamente da Orlandi: saranno maturi i tempi per un simile cambiamento (che nelle altre testate è all’ordine del giorno)?

Franco Villa

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