Pasquale Frisenda

'Jin-roh' - L'anima umana sotto la lente di Mamoru Oshii

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11/07/2011
'Jin-roh' - L'anima umana sotto la lente di Mamoru Oshii

"In una grigia e corrosiva realtà parallela, Tokyo è stretta nella morsa della crisi economica e delle agitazioni politiche. Gli agenti della DIME, il corpo speciale della Divisione di Pubblica Sicurezza Metropolitana, soprannominati Kerberos per lo stemma del cane infernale a tre teste che portano sulle loro lugubri armature/divise, sono al termine del loro mandato. Ma prima, devono portare a termine l'ultima missione: reprimere anche l'ultimo nucleo di terrorismo urbano. Uno di loro, Kazuki Fuse, entrerà in crisi dopo aver assistito al suicidio di una giovane terrorista. Stretto fra la lotta politica e la sua sopravvivenza, dovrà decidere quale posizione prendere, ma l'amicizia che nascerà con Kei, la sorella della ragazza suicida lo porterà a conseguenze tragiche. Sottostare agli ordini del potere, diventando uno dei tanti lupi del branco, o cercare di conservare un briciolo di umanità?"

"Jin-roh" è un film d'animazione scritto da Mamoru Oshii, il celebre regista e sceneggiatore di titoli come "Ghost in the shell", "Ghost in the shell: Innocence", "L'Uovo dell'angelo" o "Avalon" (quest'ultimo girato completamente in live-action).
Dopo anni di intenso lavoro (il progetto ha infatti avuto molti cambiamenti, ripensamenti e riscritture in corso d'opera), il film esordisce nei cinema giapponesi nel 1999, ottenendo da subito un forte riscontro di pubblico e critica.
Io non posso certo definirmi un appassionato di manga o anime, a parte davvero poche eccezioni, ma verso i lavori di questo regista ho da sempre un'attenzione assoluta; Oshii è un autore raro, che tratta temi mai banali e in maniera matura, consapevole e adulta (il suo ultimo lungometraggio, "The Sky crawler", che ha vinto, tra le altre cose, anche il Future Film Festival di Venezia nel 2008, ne è l'ennesima conferma).
Ogni suo film direi che merita davvero attenzione e molti di quelli da lui diretti hanno lasciato il segno.

La vicenda raccontata in "Jin-roh" è molto intensa e drammatica, non certo adatta ad un pubblico adolescenziale, ed è ambientata a Tokio, in quelli che sembrano gli anni '60 ma in una realtà diversa, parallela alla nostra, dove la Germania nazista pare aver vinto la Seconda Guerra Mondiale (e forse addirittura ha lanciato le due bombe atomiche sul Giappone, anche se la cosa non viene mai davvero chiarita nel film), e ora la sua influenza, sia a livello militare che culturale, si fa sentire molto sul paese nipponico, uscito evidentemente più malridotto dal conflitto.
"Jin-roh" ospita parecchi riferimenti ai temi politici giapponesi che negli anni sessanta e all'inizio degli anni settanta pesavano molto.
In quel periodo vi furono molte proteste studentesche condotte principalmente, ma non esclusivamente, dai rappresentanti della sinistra politica, e tutte incentrate sul "Trattato di mutua cooperazione e sicurezza tra gli Stati Uniti e il Giappone".
A questo movimento, che prese il nome di ANPO Hantai, parteciparono, oltre a Mamoru Oshii, anche altri due esponenti di rilievo dell'animazione giapponese, Hayao Miyazaki e Isao Takahata (i fondatori del celebre Studio Ghibli).
"Jin-roh" presenta una versione ucronica di quella situazione politica, ma è anche un'allegoria dell'attuale condizione giapponese, dove la mancanza di opposizione al potere è raffigurata dall'incapacità del protagonista del film di separarsi dal "branco" al quale appartiene, descrivendo dunque una critica al Giappone come ad una società conformista che rigetta il cambiamento anche quando il momento è favorevole.

Mamoru Oshii si è occupato solo della sceneggiatura (basata sulla "Kerberos saga", un vecchio progetto da lui ideato nel 1986, sviluppato inizialmente in riduzioni radiofoniche e poi in film, anime e manga), lasciando la regia, per una volta, a Oroyuki Okiura, uno dei suoi più capaci allievi, anche se la pellicola gli appartiene in tutto e per tutto, a cominciare dall'atmosfera, dal ritmo narrativo inconfondibile, alla cura che riserva alle psicologie dei vari personaggi, anche quelli di secondo piano, e da una filosofia di fondo che contraddistingue tutti i suoi lavori (e da sempre piuttosto pessimista sulla natura umana: Jin-roh significa all'incirca uomini-lupo, ma non certo nel senso dei licantropi).
Un'ulteriore segno dell'attenzione che questo autore ha per le sue storie e per il suo pubblico è anche la presenza nel film della (sorprendente) versione originale di una fiaba (a cui il manifesto fa chiaramente riferimento) che fa parte del patrimonio culturale di noi occidentali, ma che ci è sempre stata raccontata in maniera molto più edulcorata (ma si notano anche rimandi a George Orwell con il suo "1984", e al Philip K. Dick de "La svastica sul sole" e "Blade runner").
Il film può contare anche su un livello di animazione davvero alto e raffinato, al 95% totalmente tradizionale con davvero pochissimi interventi in computer grafica.

Qui potete trovare un trailer americano:

Mentre qui trovate due sequenze: il tutto è in lingua originale, ma è giusto per dare l'idea della qualità dell'animazione e del disegno, oltre che dell'atmosfera del film:

Da segnalare è anche la splendida colonna sonora, ad opera di Hajime Mizoguchi:


Se non lo avete visto, ve lo consiglio caldamente (in Italia è uscito in DVD per la Yamato video nel 2004).
Buona visione!


P.S. Altre informazioni su Mamoru Oshii potete trovarle QUI.