Pasquale Frisenda

F come Fumetto (9) - 'Ernie Pike' di Héctor Oesterheld e Hugo Pratt (1957)

Brevi segnalazioni su singole storie, albi, libri e serie rigorosamente a fumetti.

24/04/2014
F come Fumetto (9) - 'Ernie Pike' di Héctor Oesterheld e Hugo Pratt (1957)

"Ernie Pike" di Héctor Oesterheld e Hugo Pratt (Argentina - 1957)

"Quando il sangue e l'inchiostro si mescolano, si ha una storia di guerra disegnata da Hugo Pratt."
(Héctor Oesterheld)

Ispirandosi alle toccanti corrispondenze di guerra sull'anonimo eroismo dei soldati durante la Seconda Guerra Mondiale scritte dall'americano Ernest Taylor Pyle (detto "Ernie") e risalenti ai primi anni '40 (Pyle morì a Okinawa nel 1945), Héctor Oesterheld e Hugo Pratt (già autori de Il sergente Kirk) creano Ernie Pike, un cronista di storie ambientate in tutti i fronti della Seconda Guerra Mondiale (l'Europa, l'Oceano Pacifico, il deserto del Sahara o la steppa russa; nessun ambiente toccato da quei tragici aventi è stato dimenticato nelle storie di Oesterheld e Pratt)..

Per la sua nuova serie, Oesterheld aveva bisogno di un filo conduttore, un personaggio che in un modo o nell'altro poteva mantenere la continuità nella collana ma senza esserne il protagonista, e la figura di Ernest Pyle si rivelò l'ideale (anche se, per ritrarre il volto del personaggio, Pratt si ispirò invece a quello di Oesterheld stesso. La cosa sembra essere stata causata da un piccolo malinteso tra i due autori nato durante il periodo di progettazione del personaggio: quando Oesterheld descrisse al disegnatore i tratti positivi del carattere di Ernie Pike, finì dicendo: "Insomma, fallo come me, ecco!", e Pratt, che non si rese subito conto che lo scrittore stava scherzando, lo usò davvero come riferimento grafico. Quando l'equivoco fu colto da Oesterheld, il lavoro di Pratt era già in fase molto avanzata, e le cose furono lasciate in quel modo).

Ernie Pike è l'interlocutore disponibile, il testimone pieno di umanità in grado di ascoltare e poi raccontare storie che offrono un'immagine realistica e senza falsi pudori di come una guerra può venire affrontata, vissuta e sofferta dagli uomini.
Contrariamente alla maggior parte dei fumetti bellici precedenti (ma anche posteriori), pensati perlopiù in forma propagandistica e spettacolare, in Ernie Pike non esistono solo buoni e solo cattivi, e la guerra in sé è vista come un fatto comunque aberrante (ma, a testimonianza che la madre degli imbecilli è sempre incinta, qualcuno riuscì ad accusare la serie di esaltarla).
Concentrandosi sul voler raccontare vere storie di soldati e della vita in guerra, i due autori narrano di piccoli o grandi fatti del quotidiano, le incomprensioni o i disaccordi anche tra commilitoni e che di solito finiscono male, le paure, concrete o amplificate dall'incapacità di reggere la dura realtà in cui i personaggi cono immersi, la facilità con cui si commettono imprudenze o errori, fatti che possono poi portare anche alla perdita della ragione.
Nel fumetto, i soldati di entrambe le parti hanno famiglia, un passato e delle aspettative per il futuro, e i due autori utilizzano le loro storie per riflettere (e far riflettere) sui perché della guerra, riuscendo a dimostrare, e senza nessuna faciloneria o retorica, che il conflitto non ha vincitori né vinti, ma che sui suoi campi lascia solo vittime (fedeli alla frase attribuita a Platone: "Solo i morti hanno visto la fine della guerra").

Per realizzare la serie, Pratt si preparò con una forte base documentaristica, tra cui più quattrocento di foto di guerra reperite al Gazzettino di Venezia, materiale, questo, che anche Oesterheld utilizzò (anzi, fu molto influenzato da quelle foto, e diverse storie partirono proprio da quelle immagini), ma il grande autore argentino argentino si ispirò anche ai lavori di scrittori che si erano espressi dichiaratamente contro la guerra, come Erich Maria Remarque, Stephen Crane e Lev Tolstoj.
Lo stile di Pratt, come ne Il sergente Kirk, è in parte ancora grezzo, molto influenzato dai lavori della scuola classica nordamericana, soprattutto da autori come Noel Sickles, Alex Toth e Milton Caniff (quest'ultimo in particolar modo), ma già dimostra di aver fatto notevoli passi avanti anche come narratore, un lungo percorso di esperienze che lo porterà, nel 1967, a realizzare uno dei suoi capolavori, La ballata del mare salato, ovvero la prima storia di Corto Maltese.

La serie di Ernie Pike esordì in Argentina nel maggio del 1957, precisamente nel numero 1 della rivista Hora cero con l'episodio intitolato Tiratori scelti.
Nel settembre del 1960, dato l'apprezzamento riscosso tra i lettori, le storie cominciano ad essere raccolte in volume, ma la complessa vita editoriale del personaggio permise soltanto nel 2003 di inventariare la raccolta completa stabilendone la bibliografia.
Pratt realizzò venti episodi fino al 1960, e poi la serie fu continuata, sempre su testi di Oesterheld, da Alberto Breccia, Francisco Solano Lopez, Mario Bertolini, José Muñoz, Jorge Moliterni, J. Garcia, Ernesto Zanotto e altri (per un elenco finale di trentasette artisti).

Oesterheld lavorò a più riprese alle storie di Ernie Pike, almeno fino al 1970 (anche se l'approccio narrativo era stato leggermente modificato nelle sue ultime storie, che invece della Seconda Guerra Mondiale trattavano la guerra del Vietnam, allora in corso).
Ci fu un ulteriore ma breve produzione sul personaggio durante la guerra delle Falkland, con storie scritte da Ricardo Barreiro e disegnate da Alberto Macagno, Carlos Pedrazzini, Marcelo Perez e Cesar Medrano (Ernie Pike fu immaginato come un invecchiato veterano di guerra).

La serie di Ernie Pike fu spesso pubblicata in Italia e in altri paesi europei accreditandola al solo nome di Pratt, e, prima che questo errore fu messo a posto da edizioni più corrette e attente, Oesterheld manifestò l'intenzione di andare in Europa per recuperare la sua parte di paternità del personaggio, ma non fu in grado di farlo: lo sceneggiatore scomparve il 21 aprile del 1977, a La Plata, prelevato da una squadra militare armata.
Da allora è entrato a far parte della numerosa schiera dei desaparecidos argentini (dopo che, dal giugno dell'anno precedente, erano sparite due sue figlie, Beatriz Marta e Diana Irene, quest'ultima incinta di sei mesi. Nel novembre 1977 a scomparire è una terza figlia, Marina, incinta di otto mesi, e il cui marito era già desaparecido. Il mese dopo viene uccisa, insieme al marito, anche Estrela Inés, l'ultima figlia fino ad allora sopravvissuta alla dittaura imposta al paese nel 1976 da Jorge Rafael Videla).
Secondo i registri raccolti dal CONADEP, Oesterheld fu detenuto nella caserma Campo de Mayo e nei centri di detenzione clandestina conosciuti come El Vesubio e El Sheraton e fu visto anche nel Batallón de Arsenales 601 Domingo Viejobueno; fu assassinato, si crede, a Mercedes, in provincia di Buenos Aires, nel 1978.

Recentemente l'intera serie di Ernie Pike è stata ripubblicata completa dalle edizioni Lizard/Rizzoli, ed è inserita anche nella collana Tutto Pratt.

Vi lascio con un video della storica trasmissione televisiva argentina Continuarà, condotta dal grande Juan Sasturain e completamente dedicata all'historieta, in questo caso proprio al personaggio di Ernie Pike:

Buona visione e buone letture!

P.S. I precedenti post su fumetto, illustrazione, cinema ed altro, li potete trovare QUI.