Fumetti

NPE - ‘Dall’11 settembre a Barack Obama. La storia contemporanea nei fumetti’, la recensione

Un lungo saggio analizza l’impatto che ha avuto sui fumetti occidentali l’attentato terroristico dell’11 settembre 2001... e non solo

27/04/2014
NPE - ‘Dall’11 settembre a Barack Obama. La storia contemporanea nei fumetti’, la recensione

Si chiama L'arte delle nuvole l'etichetta della NPE che si occupa di pubblicare volumi inediti di critica e saggistica sul fumetto. Realtà recente ma consolidata nel campo della saggistica italiana, questa etichetta ci ha consegnato negli ultimi anni tomi di enorme importanza (sia dal punto di vista della critica che in qualità di resoconti storici) quali I Disney italiani, realizzato da un gruppo di studiosi che rappresentano il meglio della conoscenza sul fumetto Disney in Italia e il recente volume su Tex, dal titolo Tex - Fiumi di china italiani in deserti americani, da noi recentemente recensito (per tacere di Eccetto Topolino).

Già due anni fa Luigi Siviero aveva avuto modo di presentarci, in questa stessa collana, il volume Dylan Dog e Sherlock Holmes: Indagare l’incubo - Il tramonto del detective nell’opera di Tiziano Sclavi, che approcciava le storie di Dylan Dog da un singolare punto di vista.

Si trattava di un volume "a tema"; stesso punto di partenza per il nuovo volume, edito sul finire dell'anno scorso, dal titolo Dall'11 settembre a Barack Obama. La storia contemporanea nei fumetti.

Non sempre, infatti, è possibile lanciarsi in studi omnicomprensivi su autori, opere, filoni, case editrici per realizzare monografie complete; molto interessante, invece, è studiare un approccio laterale al fumetto che, partendo da questo punto di vista, affronti tutti i fumetti nei quali si rintracciano riscontri concreti. In questo caso Siviero si pone come obiettivo l'analisi di come gli eventi storici possano ripercuotersi non solo su singole storie a fumetti (come nel caso di volumi dedicati a queli eventi) ma addirittura sul modo di realizzare fumetti, sulla morale che li pervade, sugli atteggiamenti che gli autori decidono di far prendere ai personaggi.

Il punto di partenza è al tempo stesso recentissimo e molto lontano.

Quell'undici settembre duemilauno che ha letteralmente stravolto la vita di tutte le società del mondo occidentale, volenti o nolenti. Da quel momento il mondo, frase fatta, non è stato più lo stesso ma non è sbagliato dire che anche il mondo dei fumetti made in Usa non è stato più lo stesso. Così come le ripercussioni degli eventi tragici di quel giorno si sono sentite nella vita quotidiana di tutte le persone (anche quelle che non si son sentite colpite dall'evento) anche e soprattutto a seguito delle azioni che gli Stati Uniti d'America hanno intrapreso (la cosiddetta Guerra del Terrore e una serie di nuove regole e restrizioni della privacy e della libertà personale).

In partenza l'autore ha analizzato i fumetti che sono diretta emanazione della necessità degli autori di raccontare (direttamente o indirettamente) le vicende accadute l'undici settembre; fra i tanti segnalati va indubbiamente segnalato l'incredibile volume di Art Spiegelman dal titolo In the shadow of no towers (tradotto in Italia in L'ombra delle Torri con la traduttrice Cristina Previtali che seguì espressamente l'indicazione di Spiegelman di non indicare il "no") ma anche come nei fumetti dei supereroi della Marvel (da sempre ancorati alla città di New York a doppio filo) l'evento sia stato inserito come accaduto anche nella realtà parallela dell'Uomo Ragno & C.

Vi è poi una lunghissima parte nella quale l'autore, con perizia davvero esemplare, si lancia nell'analisi di decine e decine di fumetti statunitensi che, lateralmente, come detto, riflettono il sentimento generale di rivalsa verso i terroristi che hanno versato sangue americano in terra americana e soprattutto (e qui sono davvero tanti i rimandi) la voglia e la (finta) necessità mostrata dall'amministrazione americana di agire in maniera forte e decisa anche e soprattutto nella gestione degli affari interni. Quindi, non solo una serie di riferimenti ad eventuali invasioni, attacchi e interventi punitivi all'estero ma anche una lunga serie di esempi di come sia importante (ri)stabilire un senso di stato forte e unito all'interno dei proprio confini nazionali. Anche e soprattutto permettendo e facendo accettare l'aumento dei poteri (altamente discrezionali) dello stato centrale e riducendo i diritti personali.

Il volume è davvero una serie lunghissima di segnalazioni e riflessioni: fra le tante sicuramente va accennato come, nel fumetto supereroistico, alla lunga si sia inteso assimilare la figura del supernemico alla figura del terrorista, rendendo il "semplice" nemico del supereroe qualcosa come un "nemico" della nazione. Oppure le parti in cui, dopo aver parlato di come la gestione delle storie del difensore della patria per eccellenza, Captain America, sia chiaramente legata a stretto filo alla Guerra del Terrore (commercio di armi, terrorismo che cerca di far vittime in Usa...), si analizza il cross-over Guerra Civile nel quale la Marvel pone al lettore una domanda interessante in merito alla libertà dei supereroi di essere "anonimi" o di doversi schedare e quindi essere conosciuti dallo Stato.

Oltre a tutta una serie di fumetti non mainstream (ma anche di serie pubblicate dalla Image, progetti creator owned), ultimi due punti che sottolineiamo sono la citazione al fumetto di Frank Miller dal titolo Sacro Terrore, che, nelle intenzioni dell'autore, altro non è che un fumetto di propaganda contro i terroristi (o contro i musulmani tout court) e il rimando alla tragica vicenda di Enzo Baldoni, giornalista italiano ucciso in Iraq grande amante, appassionato lettore, esperto e traduttore di fumetti, laddove la Guerra del Terrore si incrocia sia con i fumetti che con la realtà. Baldoni che, va detto, oltre ad essere il traduttore di una storica edizione del volume Il ritorno del cavaliere oscuro, era anche il traduttore della serie Doonesbury di Garry Trudeau, che aveva contribuito a far leggere ai lettori italiani, e che nel volume di Siviero (essendo una serie nella quale la critica sociale è sempre stata molto forte) viene spesso citata visto quanto e come ha parlato degli eventi dell'undici settembre e di come hanno pesato sulla società statunitense.

Diventa impossibile listare riferimenti e fumetti segnalati, ovviamente, nè avrebbe un senso farlo. Quello che resta di questa lunga immersione nei fumetti segnalati da Siviero è come, ormai il fumetto sia un medium assolutamente concatenato alla realtà in cui viviamo e che ne rispecchia umori, eventi, errori. Anche, magari, in ambito supereroistico, dove, nella percezione dei meno attenti,  si narrano solo le vicende di gente in mutande che mena mazzate...

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